Risanare le murature dall’umidità di risalita: la deumidificazione elettrofisica

Il sistema si basa sulla emissione di campi elettromagnetici generati da circuiti elettronici ad alta sensibilità messi a punto sulle frequenze dei campi elettromagnetici, collocati in un’apparecchiatura, con un raggio di azione di circa 15 metri, istallata sulla muratura all’interno dell’edificio, al di sopra del livello massimo di umidità visibile.

Il campo magnetico, innocuo per persone e animali, spinge i dipoli dell’acqua verso il terreno, interagendo con il campo elettromagnetico dell’acqua.


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4 Responses to “Risanare le murature dall’umidità di risalita: la deumidificazione elettrofisica”

  1. Peter on febbraio 2nd, 2009 at 12:19

    Molto interessante questo articolo sulla deumidificazione elettrofisica. Ma quali sono le possibili applicazioni pratiche per questa deumidificazione elettrofisica? E come posso definire il livello massimo di umidità visibile?
    Ciao Grazie.

  2. admin on febbraio 2nd, 2009 at 12:47

    L’acqua nella muratura provoca processi di degrado facilmente identificabili, basta pensare alle macchie di umidità, alle bollature o distacchi di intonaco, alla presenza di efflorescenze saline, di infestanti vegetali. L’umidità di risalita può provocare tutti questi effetti su una muratura e dunque non ti sarà difficile individuare l’altezza massima della risalita.
    Nella valutazione dello stato di una muratura è comunque molto importante chiarire la “provenienza dell’acqua”: se a fenomeni di umidità di risalita si sommano infilitrazioni provenienti dall’esterno, valutare il livello massimo di umidità potrebbe essere più complicato: consiglio perciò di analizzare il manufatto edilizio per ogni suo aspetto (verificare se sono presenti delle infilitrazioni nella copertura, se si sono verificati fenomeni alluvionali particolaremente importanti, se materiali con diversa coducibilità termica generano fenomeni di condensa).

    Per quanto riguarda la tecnica di risanamento delle murature, la deumidificazione elettrofisica, “spingendo” l’acqua verso il basso mediante l’emissione di un campo elettromagnetico, permette l’eliminazione definitiva dell’umidità da risalita su qualsiasi tipologia di edificio, attraverso una tecnologia non invasiva, non distruttiva, senza elettrodi ne fili nelle murature, senza alcuna iniezione di resina, e soprattutto senza alcun intervento murario. Non essendo nociva per persone o animali, si può intervenire senza interrompere il normale utilizzo dell’edificio, pertanto è molto utile per le abitazione, oppure lescuole o gli uffici e in generale per ogni situazione in cui si vuole ridurre al minimo l’intervento fisico sulla muratura.

  3. Technoumido on febbraio 6th, 2009 at 10:50

    Intervengo sull’argomento in quanto la nostra società di Torino produce ed installa le tecnologie elettrofisiche menzionate.
    Ad oggi non è ben chiaro il processo su cui agiscono i sistemi elettrofisici, di certo non spingono l’umidità verso il basso ma tramite impulsi magnetici di bassa intensità disturbano il principio della capillarità impedendo la risalita dell’umidità nelle murature.L’asciugatura avviene per via della naturale evaporazione delle murature per cui è molto importante il tipo di intonaco presente il quale regola i tempi di asciugatura.La grande difficoltà tecnica nell’installazione di qualsiasi tecnologia è nelle misure dell’umidità che si esegue con sistemi molto empirici (Carburo di calcio,termobilancia ecc..)
    Per cui è importante monitorare molti parametri per definire il processo di asciugatura.La ns società utilizza monitorare la temperatura ambientale,l’umidità relativa RH (interna ed esterna),tramite dei sistemi a micronde monitoriamo delle aree di un metro quadrato della muratura identificando un valore medio di confronto con la misura successiva a 12 mesiLa tecnologia elettrofisica comunque se installata correttamente da ottimi risultati fermo restando che non sempre è risolutiva in quanto le variabili che si inseriscono nelle problematiche dell’umidità da risalita sono molte e spesso difficilmente risolutive con un’unica tecnologia.Nella ns esperienza l’influenza dei sali il tipo di intonaco ed il tipo di materiale costituente la muratura possono influire di molto nel risultato finale.
    Purtroppo “i fuochi d’artificio” che spesso vediamo in internet nei siti che propongono queste tecnologie
    sono commercialmente di impatto ma spesso poco tecnici e fuorvianti.

  4. tool on marzo 16th, 2010 at 14:41

    quello che stavo cercando, grazie

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    LANA DI PECORA COME ISOLANTE

    Prendendo spunto dalla richiesta di una nostra lettrice, ecco alcune informazioni in merito all’uso della lana di pecora di pecora come isolante. Sappiamo infatti che in questo periodo è tanta l’attenzione in merito all’uso di materiali in edilizia biocompatibili.

    Partiamo intanto dalla produzione della lana di pecora. La disponibilità a livello mondiale di ovini da lana ammonta a circa 1,2 miliardi di capi. Ogni pecora rende da 2,5 a 5kg di lana all’anno. La lana tosata dall’animale vivente viene lavata con sapone di Marsiglia e soda per rimuovere il grasso di lana in eccesso e le eventuali impurità. La lana può quindi essere trattata con sostanze protettive contro gli attacchi di tarme e coleotteri e antiinfiammabili il procedimento di aghettatura per la formazione del feltro viene operato meccanicamente senza uso di leganti. Alcuni prodotti vengono lavorati su una griglia a base di poliammide o provviste di fibre di supporto.

    Ma come viene applicata la lana di pecora in edilizia? Le lane di pecora vengono proposte sotto forma di feltro isolante, tappetinì, pannelli acustici anti calpestio e lana di tamponatura. La lana non può essere applicata in zone ad alta sollecitazione statica. I tappetini per l’isolamento tra travi portanti e nelle pareti interne ed esterne di costruzioni a montanti in legno come pure per l’isolamento di pareti esterne dietro a tavolato in legno (facciate sospese) e tra i legni di imbottitura nei pavimenti. Il materiale isolante a base di lana di pecora e particolarmente idoneo per le costruzioni in legno in quanto si adegua al suo lavorio ed è in grado di assorbire umidità fino ad un terzo del proprio peso senza perdere praticamente l’azione isolante. I rotoli possono essere forniti in diverse larghezze a seconda della costruzione in cui vanno inseriti, Il taglio può essere operato con un semplice paio di forbici oppure con un’apparecchiatura di taglio speciale fornita dal produttore. Il fissaggio viene operato principalmente a più strati mediante graffette.

    Ma quali sono le caratteristiche e le proprietà della lana di pecora? Ha buone proprietà sia termoisolanti che fonoisolanti( ? =0,04- 0,045W/mK). Il coefficiente di resistenza alla diffusione del vapore acqueo µ è 1-2. Recenti studi hanno dimostrato che la lana di pecora oltre all’umidità dell’aria può assorbire e neutralizzare fino ad un certo grado anche le sostanze nocive presenti nell’aria. La lana di pecora è permeabile al vapore acqueo ed è in grado di resistere all’umidità per breve tempo, però deve essere protetta contro le tarme con un sistema adeguato a rendere le fibre indigeribili per questi insetti. La lavorazione è agevole in quanto si tratta di un prodotto inodore e che solleva pochissima polvere, In confronto ad altre fibre naturali, i materiali isolanti a base di lana di pecora presentano un punto d’infiammabilità piuttosto elevato. Classe di infiammabilità 2 (normale).

    Infine alcune considerazioni sull’aspetto ecologico e sanitario della lana di pecora
    L’allevamento ovino estensivo contribuisce alla conservazione del paesaggio colturale e culturale. Nelle regioni europee la lana di pecora è un sottoprodotto dell’allevamento di pecore madri e appare opportuno trasformare la lana in eccedenza in un prodotto a lunga durata. Il dispendio di energia per la produzione dei materiali isolanti a base di lana di pecora è in proporzione piuttosto basso. Le condizioni di produzione possono essere giudicate positive, mentre l’uso di pesticidi può creare qualche problema nel caso dei grandi allevamenti per esempio in Nuova Zelanda. La lana di pecora può essere riutilizzata anche se all’occorrenza potrebbe essere necessario rinnovare l’impermeabilizzazione. Alcuni produttori addirittura la ritirano per trasformarla in lana da tamponatura o pannelll isolanti. Il compostaggio e possibile entro poche settimane. A questo scopo deve essere rimossa la griglia a base di poliammide eventualmente presente. I prodotti impregnati con sale di boro non seno adatti al compostaggio, in quanto provocherebbero delle lisciviazoni inammissibili. A differenza delle fibre vegetali la lana di pecora deve essere trattata contro i parassiti, ma una volta montato il materiale non crea alcun problema.

    Di seguito riportiamo le caratteristiche tecniche di pannelli di lana di pecora presenti in commercio.

    DIMENSIONI E CONFEZIONI

    Nome prodotto

    Densità
    kg/mc

    Spessore
    mm

    Pannelli
    cm x cm

    mq
    x pacco

    Pannelli
    x pacco

    mq
    x pallet

    Pacchi
    x pallet

    Applicazione
    consigliata

    NATURTHERM WO 20.50

    20

    50

    120 X 60

    8,64

    12

    69,12

    8

    pareti e solai

    NATURTHERM WO 20.80

    20

    80

    120 X 60

    5,76

    8

    46,08

    8

    pareti e solai

    Su richiesta possono essere realizzati densità e spessori diversi da quelli qui indicati.
    Tutti gli articoli possono essere realizzati in misure e/o confezioni diverse da quelle indicate. E’ possibile produrre anche pannelli ad altezza piano (h. 285-300 cm).
    Tolleranza su massa volumica e spessore ± 10%; tolleranza dimensionale ± 0.5 cm

    CARATTERISTICHE TECNICHE

    COMPOSIZIONE CHIMICA

    85% lana – 15% Poliestere

    COMPORTAMENTO ACUSTICO
    Coefficiente di assorbimento acustico

    UNI EN ISO 20354

    αw =0,8080 kg/m³ 20 mm

    (VALORI CERTIFICATI IN FREQUENZA DISPONIBILI SU RICHIESTA)

    COMPORTAMENTO TERMICO
    Conduttività termica

    UNI 7891

    λ= 0,042 W/mk 20 kg/m³ , 50 mm
    Permeabilità al vapore acqueo

    UNI EN 12086

    δ = 0,23 20 kg/m³ , 50 mm
    Resistenza alla diffusione del vapore acqueo

    UNI EN 12086

    μ = 3,0 20 kg/m³ , 50 mm
    COMPORTAMENTO AL FUOCO
    Potere calorifico inferiore

    EN ISO 1716

    23,45 MJ/Kg

    ANALISI TOSSICOLOGICHE
    Prodotto certificato Oeko Tex standard 100
    RICICLABILITÀ’
    100%
    TEMPERATURA D’ESERCIZIO
    - 40°C+ 80°C