Problematiche CERTIFICAZIONE ENERGETICA
Da un mese è in vigore l’obbligo di dotare di certificato energetico tutti gli immobili messi in vendita o affittati (1° luglio 2009), e dopo pochi giorni dall’entrata in vigore delle Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici ci sono notevoli difficoltà nell’applicazione della legge. Cerchiamo di capire quali sono i nodi venuti al pettine e come i professionisti del settore potranno aiutare i cittadini a muoversi nella sempre più complessa normativa.L’ ACE- Associazione Certificatori Energetici segnala una serie di questioni relative all’introduzione della certificazione energetica in Italia. Sembrano esserci problemi con i notai, con le softwarehouse, con gli ordini professionali e con l’ENEA - Gruppo di Lavoro Efficienza Energetica per le detrazioni fiscali del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici.
In particolare:
- i notai tendono a pretendere il Certificato energetico e richiedono che venga rilasciato da un tecnico abilitato e iscritto al relativo elenco/albo, ma tale abilitazione ed albo verrà introdotto con il terzo decreto, non ancora pubblicato; non si sa bene perciò chi potrà rilasciare il certificato nel frattempo.
- le softwarehouse rilasciano a pagamento gli aggiornamenti dei software commerciali adducendo che l’attestato di qualificazione, ancora valido ed integrato da nuove funzioni, non verrà sostituito dall’attestato di certificato energetico ma andrà ad integrarsi ad esso;
- i professionisti fino ad oggi abilitati secondo il Dlgs 115/2008 pensano di poter emettere l’attestato di certificazione anche in assenza dei relativi albi/elenchi regionali;
- gli ordini professionali ritengono che non si possa emettere ACE (Attestato di Certificazione Energetica) in sostituzione dell’AQE (Attestato di Qualificazione Energetica), che risulta ancora valido in assenza degli albi/elenchi suddetti;
- per quanto riguarda la detrazione del 55% per l’efficienza energetica, l’ENEA GdL efficienza energetica il giorno 18 luglio 2009 comunicava nel servizio faq che non occorre l’ACE per le pratiche di risparmio energetico ma il solo AQE, ritenendolo ancora valido; il giorno 22 luglio 2009 tale faq è stata modificata inserendo la precisazione che l’ACE è valido da normativa vigente ma per le pratiche di detrazioni fiscali era sufficiente l’AQE.
- entro settembre una risoluzione dell’Agenzia delle Entrate includerà definitivamente i portoni e portoncini blindati di ingresso fra i prodotti ammessi alla detrazione del 55%, anche grazie al continuo interessamento dell’UNCSAAL e dei suoi tecnici che più volte hanno segnalato l’anomalia all’ENEA, soprattutto dopo l’emanazione del Dpr 59/2009 che faceva definitivamente rientrare le porte d’ingresso nelle tabelle di trasmittanza degli infissi.
- Per quanto riguarda invece il software DOCET, i tecnici sottolineano che nelle Linee Guida (DM 26 giugno 2009) si fa chiaramente riferimento alla possibilità di utilizzo del software DOCET per usi limitati della certificazione energetica (fino a 3000 mq ad esempio), ma nel decreto non si richiama il fatto nel Dpr 59/2009 invece si specifica (art. 4, comma 27) che lo stesso software CNR/ENEA deve garantire risultati analoghi alla norma UNI TS 11300 o riferiti ai parametri nazionali. Tale richiamo è contenuto anche nel paragrafo 5 dell’Allegato A al DM 26 giugno 2009 in cui si legge “La predetta garanzia è fornita attraverso una verifica e dichiarazione resa da CNR, ENEA per gli strumenti che hanno come riferimento i metodi di cui al paragrafo 5.2, punti 2 e 3 dello stesso decreto 26/06/2009.”. Tale dichiarazione oggi non è disponibile on-line su nessun sito, pertanto l’ultima versione del software DOCET v. 1.07.10.18, non aggiornato da Ottobre 2007, si presume non possa rispettare i corrispondenti parametri determinati con l’applicazione dello strumento nazionale di riferimento e similarmente uno scostamento del +/- 5% come per i software commerciali.
La confuzione è generale. Per i cittadini che quotidianamente vengono informati sull’obbligo della certificazione energetica per vedere o affittare in immobile, ma anche per i professionisti: in molti infatti non sanno ancora bene come e se possono certificare la classe energetica di un edificio, quali sono i titoli abilitatori, quali i corsi che “ufficiali” e riconosciuti. Speriamo che risponda a questo nostro post qualche “addetto ai lavori” in materia di Certificazione energetica degli edifici e faccia un po’ di chiarezza.
This entry was posted
on giovedì, luglio 30th, 2009 and is filed under
certificazione energetica.
You can follow any responses to this entry through the
RSS 2.0 feed.
You can
leave a response, or
trackback from your own site.
I più letti
- Legge per ampliamento cubatura 20% - 45,920 views
- Dimensionamento termosifoni - 40,507 views
- Come aumentare la cubatura dell’abitazione secondo la nuova legge - 35,466 views
- Nuova legge ampliamento casa - bozza - 35,042 views
- LINEE GUIDA PIANO CASA CAMPANIA - 25,232 views
- LEGGE RECUPERO SOTTOTETTI - Regione Lazio - 25,118 views
- Piano Casa - SICILIA - 20,468 views
- AUTORIZZAZIONE CONDOMINIO per ampliamento cubatura 20% - 19,143 views
- Approvazione PIANO CASA LAZIO - 18,499 views
- La BOZZA DEL DECRETO LEGGE per il Piano Casa - 17,332 views
I vostri commenti
Tag
ampliamento
architettura
Architettura e sole
Arredamento
aumento cubatura
Bioedilizia
caldaia
casa
certificazione energetica
conto energia
cubatura
decreto legge
design
detrazioni
detrazioni 55%
DIA
efficienza energetica
energia
energie rinnovabili
finanziamento
Fotovoltaico
geotermia
incentivi
isolamento
isolamento acustico
isolamento termico
lazio
legno
mobili
pannelli solari
parquet
pellet
Piano-Casa
Piano Casa Lazio
regioni
riscaldamento
risparmio
risparmio energetico
Ristrutturare
ristrutturazione
ristrutturazioni
Roma
sicurezza
sostenibilità
umidità di risalita Articoli recenti
LANA DI PECORA COME ISOLANTE
Prendendo spunto dalla richiesta di una nostra lettrice, ecco alcune informazioni in merito all’uso della lana di pecora di pecora come isolante. Sappiamo infatti che in questo periodo è tanta l’attenzione in merito all’uso di materiali in edilizia biocompatibili.
Partiamo intanto dalla produzione della lana di pecora. La disponibilità a livello mondiale di ovini da lana ammonta a circa 1,2 miliardi di capi. Ogni pecora rende da 2,5 a 5kg di lana all’anno. La lana tosata dall’animale vivente viene lavata con sapone di Marsiglia e soda per rimuovere il grasso di lana in eccesso e le eventuali impurità. La lana può quindi essere trattata con sostanze protettive contro gli attacchi di tarme e coleotteri e antiinfiammabili il procedimento di aghettatura per la formazione del feltro viene operato meccanicamente senza uso di leganti. Alcuni prodotti vengono lavorati su una griglia a base di poliammide o provviste di fibre di supporto.
Ma come viene applicata la lana di pecora in edilizia? Le lane di pecora vengono proposte sotto forma di feltro isolante, tappetinì, pannelli acustici anti calpestio e lana di tamponatura. La lana non può essere applicata in zone ad alta sollecitazione statica. I tappetini per l’isolamento tra travi portanti e nelle pareti interne ed esterne di costruzioni a montanti in legno come pure per l’isolamento di pareti esterne dietro a tavolato in legno (facciate sospese) e tra i legni di imbottitura nei pavimenti. Il materiale isolante a base di lana di pecora e particolarmente idoneo per le costruzioni in legno in quanto si adegua al suo lavorio ed è in grado di assorbire umidità fino ad un terzo del proprio peso senza perdere praticamente l’azione isolante. I rotoli possono essere forniti in diverse larghezze a seconda della costruzione in cui vanno inseriti, Il taglio può essere operato con un semplice paio di forbici oppure con un’apparecchiatura di taglio speciale fornita dal produttore. Il fissaggio viene operato principalmente a più strati mediante graffette.
Ma quali sono le caratteristiche e le proprietà della lana di pecora? Ha buone proprietà sia termoisolanti che fonoisolanti( ? =0,04- 0,045W/mK). Il coefficiente di resistenza alla diffusione del vapore acqueo µ è 1-2. Recenti studi hanno dimostrato che la lana di pecora oltre all’umidità dell’aria può assorbire e neutralizzare fino ad un certo grado anche le sostanze nocive presenti nell’aria. La lana di pecora è permeabile al vapore acqueo ed è in grado di resistere all’umidità per breve tempo, però deve essere protetta contro le tarme con un sistema adeguato a rendere le fibre indigeribili per questi insetti. La lavorazione è agevole in quanto si tratta di un prodotto inodore e che solleva pochissima polvere, In confronto ad altre fibre naturali, i materiali isolanti a base di lana di pecora presentano un punto d’infiammabilità piuttosto elevato. Classe di infiammabilità 2 (normale).
Infine alcune considerazioni sull’aspetto ecologico e sanitario della lana di pecora
L’allevamento ovino estensivo contribuisce alla conservazione del paesaggio colturale e culturale. Nelle regioni europee la lana di pecora è un sottoprodotto dell’allevamento di pecore madri e appare opportuno trasformare la lana in eccedenza in un prodotto a lunga durata. Il dispendio di energia per la produzione dei materiali isolanti a base di lana di pecora è in proporzione piuttosto basso. Le condizioni di produzione possono essere giudicate positive, mentre l’uso di pesticidi può creare qualche problema nel caso dei grandi allevamenti per esempio in Nuova Zelanda. La lana di pecora può essere riutilizzata anche se all’occorrenza potrebbe essere necessario rinnovare l’impermeabilizzazione. Alcuni produttori addirittura la ritirano per trasformarla in lana da tamponatura o pannelll isolanti. Il compostaggio e possibile entro poche settimane. A questo scopo deve essere rimossa la griglia a base di poliammide eventualmente presente. I prodotti impregnati con sale di boro non seno adatti al compostaggio, in quanto provocherebbero delle lisciviazoni inammissibili. A differenza delle fibre vegetali la lana di pecora deve essere trattata contro i parassiti, ma una volta montato il materiale non crea alcun problema.
Di seguito riportiamo le caratteristiche tecniche di pannelli di lana di pecora presenti in commercio.
|
Nome prodotto
|
Densità
kg/mc |
Spessore
mm |
Pannelli
cm x cm |
mq
x pacco |
Pannelli
x pacco |
mq
x pallet |
Pacchi
x pallet |
Applicazione
consigliata |
|
NATURTHERM WO 20.50
|
20
|
50
|
120 X 60
|
8,64
|
12
|
69,12
|
8
|
pareti e solai
|
|
NATURTHERM WO 20.80
|
20
|
80
|
120 X 60
|
5,76
|
8
|
46,08
|
8
|
pareti e solai
|
Su richiesta possono essere realizzati densità e spessori diversi da quelli qui indicati.
Tutti gli articoli possono essere realizzati in misure e/o confezioni diverse da quelle indicate. E’ possibile produrre anche pannelli ad altezza piano (h. 285-300 cm).
Tolleranza su massa volumica e spessore ± 10%; tolleranza dimensionale ± 0.5 cm
|
COMPOSIZIONE CHIMICA
|
85% lana – 15% Poliestere
|
| COMPORTAMENTO ACUSTICO |
| Coefficiente di assorbimento acustico |
UNI EN ISO 20354
|
(VALORI CERTIFICATI IN FREQUENZA DISPONIBILI SU RICHIESTA) |
| COMPORTAMENTO TERMICO |
| Conduttività termica |
UNI 7891
|
| λ= 0,042 W/mk |
20 kg/m³ , 50 mm |
|
| Permeabilità al vapore acqueo |
UNI EN 12086
|
| δ = 0,23 |
20 kg/m³ , 50 mm |
|
| Resistenza alla diffusione del vapore acqueo |
UNI EN 12086
|
|
| COMPORTAMENTO AL FUOCO |
| Potere calorifico inferiore |
EN ISO 1716
|
23,45 MJ/Kg
|
| ANALISI TOSSICOLOGICHE |
Prodotto certificato Oeko Tex standard 100
|
|
 |
| TEMPERATURA D’ESERCIZIO |
- 40°C+ 80°C
|
A mio parere, da “esperto”, è che la produzione di un ACE non sia ancora fattibile in quei contesti che ancora non abbiano legiferato regionalmente. Perché:
1) Docet non è ancora utilizzabile, lo dice l’enea stesso nelle FAQ.
2) il quadro normativo non è ancora completo: mancano le figure (e la loro formazione/accredito) in grado di redigere attestati.
3) i software commerciali in grado di dare risposte in termini di calcolo del fabbisogno secondo le norme tecniche vigenti (uni ts11300 e altre) non sono ancora pronti per diversi motivi: -a manca il completamento del quadro normativo tecnico (vedasi ad esempio il calcolo degli apporti solari); -b si deve attendere l’accredito da parte del CTI (comitato termotecnico itliano), unico ente in grado ed autorizzato a verificare la rispondenza degli stessi alle norme tecniche. In tanti interessati stanno spingendo, ma bisogna evitare che i colleghi presi in giro aumentino.
Al limite è fattibile che una regione adotti “in qualche maniera” il quadro normativo attuale. Per esempio la Toscana riconoscerebbe il titolo del 133/08, autorizzando non un elenco di tecnici, ma, in via provvisoria, tutti i tecnici abilitati nell’ambito delle competenze. Chiedete ai geometri toscani che ne pensano…. Oppure come il Piemonte che in effetti parte definitivamente da ottobre.
Però sarebbe carino avere un quadronormativo completo, sia locale che nazionale.
grazie
Segnalerei anche la problematica dell’abolizione, da ferragosto, dell’ACE per l’accesso al comma 347 della Finanziaria (caldaie e pompe di calore). Sembra veramente inconcepibile, a fronte delle necessità anche di bilancio dello stato, concedere finanziamenti senza il “controllo” di un tecnico specializzato ed indipendente. Si rischia di prestare il fianco alla logica della truffa legalizzata.
In seconda battuta sembra uno scandalo la ventilata proposta di far decorrere la data dal completamento dei lavori: e se un tecnico è stato incaricato il 12 agosto e deve per forza inviare la pratica, che fa? chi gli garantisce i diritti acquisiti lavora gratis o rimettendoci? La logica vorrebbe che fossero fatti salvi i diritti di tutti, come anche funziona per l’avvio dei lavori e quindi i requisiti prestazionali di riferimento (ad esempio per il comma 345), secondo l’anno di avvio, non di completamento.