Piano Casa - verso l’approvazione?
Scade oggi il termine per un accordo Governo – Regioni sul Piano Casa. Durante la conferenza delle Regioni straordinaria, iniziata alle 10, Enti centrali e locali stanno avviando un percorso di scelte condivise per la soluzione del disagio abitativo, il rilancio dell’edilizia e la riqualificazione degli immobili esistenti attraverso l’aumento del 20% delle cubature sul patrimonio esistente e del 35% in caso di demolizione e riedificazione secondo i criteri della bioedilizia e del risparmio energetico. L’unico ordine del giorno della conferenza porta infatti l’esame delle questioni inerenti al rilancio dell’economia attraverso la ripresa delle attività imprenditoriali edili.
Dopo essere partiti da punti di vista opposti, la soluzione individuata dal tavolo di concertazione dovrà essere vagliata dalla Conferenza Unificata e discussa in una riunione straordinaria del Consiglio dei Ministri, previsto per mercoledì. Il Governo aveva proposto la trattazione del Piano Casa attraverso un decreto Legge. Opzione che ha generato la ferma opposizione delle Regioni, favorevoli invece a un atto di indirizzo cui far seguire delle norme regionali.
Un DL complessivo avrebbe infatti scavalcato la competenza legislativa delle Regioni in materia di edilizia e urbanistica, prevista dal Titolo V della Costituzione. Dopo il superamento di alcune controversie rimangono da sciogliere alcune questioni come il cambio di destinazione d’uso, la totale abolizione del permesso di costruire e alcuni procedimenti in deroga ai piani regolatori. Il Governo non ha mai smentito di essere maggiormente favorevole alla decretazione di urgenza, ritenuta più veloce e efficace per il superamento della crisi.
L’avvio delle misure dovrebbe essere immediato e senza preconcetti per il Sindaco di Roma Alemanno. Posizione che lo pone in contrasto con il Governatore del Lazio Marrazzo, che al piano casa preferisce gli aiuti alle famiglie in difficoltà con il pagamento di un mutuo. Il programma di housing sociale e aumento delle cubature si colloca in un periodo di crisi strutturale, causato dalla gestione di urbanizzazione e opere pubbliche, che devono confrontarsi con i patti di stabilità e i tagli ai bilanci.
Secondo gli esponenti di alcuni enti locali per risollevarsi dalla crisi delle costruzioni è necessario adottare diverse misure, come la contrattazione privata per i lavori pubblici che non superano l’importo massimo di 500 mila euro. Utilizzare il criterio dell’offerta più vantaggiosa anziché del massimo ribasso, snellire l’iter burocratico per ottenere le autorizzazioni. La lentezza di molte procedure sarebbe in molti casi determinata dal blocco delle assunzioni negli enti pubblici.
Oltre che col Piano Casa, la rottamazione degli immobili potrebbe derivare dall’applicazione delle direttive europee sulla qualità energetica degli edifici, in base alle quali chi acquista una casa riceverà un certificato che attesta i consumi dell’abitazione. L’attenzione alla qualità infrastrutturale è sentita da tutto il mondo delle costruzioni. È stato infatti siglato un accordo tra Anas e Atecap per l’aggiornamento tecnico – normativo.
A detta di Sandro Bondi, Ministro per i Beni Culturali, il Piano Casa oltre ad essere una misura anticrisi migliorerà la qualità delle città, riqualificando o eliminando gli edifici appartenenti all’urbanizzazione degli anni ’50, considerata pessima anche perché, impedendo di costruire qualcosa di nuovo, ha provocato l’abbandono dei centri storici. Quello predisposto dall’Esecutivo sarebbe quindi un piano geniale perché ha come obiettivo il dirottamento di una consistente massa di denaro dei risparmiatori privati nel campo edilizio.
Per Legambiente si tratta invece di un “Piano Ville”, che consentirà interventi illegali sul territorio italiano. La corsa agli allargamenti è iniziata prima che le Regioni trovassero un accordo. I consigli degli esperti su molte testate giornalistiche sarebbero quindi “fuorilegge” secondo il vicepresidente Sebastiano Venneri.
Le Regioni, favorevoli allo snellimento delle pratiche burocratiche per l’ottenimento dei permessi a costruire, oltre che al conflitto di competenze hanno manifestato la propria preoccupazione in merito alla possibilità di effettuare interventi nei parchi o in zone sottoposte a tutela paesaggistica. Dello stesso parere l’Inbar, Istituto nazionale di bioarchitettura, e L’Inu, Istituto nazionale di urbanistica.
Berlusconi però, durante il Congresso del Pdl, ha affermato fiducioso che il Piano Casa sarà operativo tra breve, aiutando i giovani che hanno intenzione di costituire una famiglia.
Gli interventi che il Piano Casa renderà possibili dovranno confrontarsi con una nuova tendenza assicurativa, che prevede la responsabilità civile per i danni a terzi.
(da edilportale.com)
This entry was posted
on martedì, marzo 31st, 2009 and is filed under
Notizie d'Architettura.
You can follow any responses to this entry through the
RSS 2.0 feed.
You can
leave a response, or
trackback from your own site.
Molto utili informazioni sul sito web della pagina.