Per quanto riguarda il Piano Casa Lazio, tutti i riferimenti al fascicolo di fabbricato sono stati cancellati dal testo di legge. La maggioranza si è accordata in questo senso, mentre in un primo momento si pensava di optare per la sospensione delle disposizioni.

Dalla legge regionale sul Piano Casa viene quindi stralciato l’articolo 20, che introduceva proprio l’obbligo di redigere il libretto negli interventi di edilizia residenziale pubblica. Modificati anche gli articoli 3 e 4 relativi ad ampliamenti e sostituzione edilizia.
La decisione è stata presa per superare le eccezioni di incostituzionalità sollevate dall’Esecutivo. La Regione era stata infatti accusata davanti alla Corte Costituzionale di aver oltrepassato le proprie competenze legislative.

Praticamente lo stralcio delle norme dà luogo a una situazione interpretativa più certa, soprattutto per la fase di presentazione delle domande di ampliamento, demolizione e ricostruzione. Privati e operatori tecnici non dovranno più porsi il dubbio se redigere o meno il fascicolo di fabbricato, obbligo inizialmente previsto dalla legge regionale, ma congelato dopo l’impugnazione.

Ricordiamo che il fascicolo di fabbricato è un documento attestante lo stato complessivo dell’immobile, utilizzato per salvaguardare le strutture e la vita delle persone al suo interno. Identifica l’edificio nei suoi aspetti urbanistici, costruttivi e storici, indica i lavori urgenti da eseguire per la sicurezza del fabbricato e costituisce un registro sul quale vengono segnalati tutti gli interventi realizzati.

Nella Legge Regionale 21/2009, approvata lo scorso 11 agosto, il fascicolo di fabbricato rappresentava la condizione per il rilascio dell’autorizzazione degli interventi di demolizione e ricostruzione.

Secondo l’Esecutivo l’obbligo di redigere il fascicolo di fabbricato avrebbe rallentato i lavori e disincentivato la presentazione delle domande. Ripercuotendosi però in modo positivo sulla sicurezza.