Home » Piano Casa Abruzzo, Piano Casa Basilicata, Piano Casa Calabria, Piano Casa Campania, Piano Casa Emilia Romagna, Piano Casa Friuli Venezia Giulia, Piano Casa Lazio, Piano Casa Liguria, Piano Casa Lombardia, Piano Casa Marche, Piano Casa Molise, Piano Casa Piemonte, Piano Casa Puglia, Piano Casa Sardegna, Piano Casa Sicilia, Piano Casa Toscana, Piano Casa Trentino Alto Adige, Piano Casa Umbria, Piano Casa Val d'Aosta, Piano Casa Veneto, Piano-Casa
1 views 0 Comment

PIANO CASA – Aggiornamento MAGGIO


Le regioni stanno provando a rispondere alla domanda che migliaia di proprietari e imprese si pongono da quando – all’inizio di marzo – il presidente del consiglio ha annunciato che il piano casa avrebbe rilanciato l’edilizia. Molti di vi ci hanno scritto, tentiamo di fare ordine, regione per regione.

Undici regioni hanno già definito le linee generali e le bozze dei testi normativi. Di legge vera e propria per adesso ce n’è una sola, quella della Toscana, ma gli ultimi giorni fanno registrare una decisa fuga in avanti rispetto al decreto legge di semplificazione edilizia, fermo da settimane alla conferenza stato-regioni.
Oltre alla Toscana, tre regioni – Veneto, Sicilia e Umbria – hanno varato in giunta un disegno di legge. E altre si aggiungeranno presto: oggi dovrebbe essere la volta di Marche e Piemonte, mentre mercoledì toccherà alla Lombardia. E sono quasi pronti anche i testi di Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Lazio. Senza dimenticare la provincia autonoma di Bolzano, che ha scelto di attuare il piano casa delegando alla giunta e ai comuni il compito di fissare i dettagli su ampliamenti e requisiti energetici.

E le altre regioni? Non restano certo a guardare – tant’è vero che sono circolate indicazioni sui possibili contenuti delle normative di Puglia e Liguria – ma aspettano di sapere cosa ci sarà nel decreto legge di semplificazione edilizia.
Il quadro, infatti, è molto intricato . È vero che il 1° aprile le regioni hanno siglato un’intesa con il governo impegnandosi entro 90 giorni a varare le proprie leggi per disciplinare gli ampliamenti del 20% e i lavori di demolizione e ricostruzione con premio di cubatura del 35 per cento. Ma è altrettanto vero che la mancata emanazione del decreto legge di semplificazione edilizia– bloccato dal mancato accordo proprio tra stato e regioni – lascia aperta un’incognita su alcune questioni chiave, come i lavori senza Dia e la valutazione ambientale strategica.

E sullo sfondo restano due richieste forti da parte delle regioni, ribadite dalla presidente dell’Umbria, Maria Rita Lorenzetti, che coordina il dossier-casa per la conferenza delle regioni: «La possibilità di assumere personale tecnico per effettuare i controlli antisismici e l’estensione del bonus del 55% sugli interventi di messa in sicurezza degli edifici, che non può essere limitato all’Appennino centrale».

In attesa che il decreto legge veda la luce, la normativa toscana e i disegni di legge regionale finora messi a punto consentono di capire dove e come sarà possibile intervenire sugli immobili. Anche se è bene non sottovalutare i possibili intoppi nell’iter legislativo. Il Veneto è stato il primo a varare un disegno di legge, ma la scorsa settimana la discussione è stata rinviata al 22 giugno. «Colpa dei 2.400 emendamenti presentati dall’opposizione, che ci faranno perdere un mese – commenta il relatore Tiziano Zigiotto –. D’altra parte in Veneto non si può porre la fiducia e quindi lavoreremo per trovare un accordo, cosa che dopo le elezioni sarà più semplice».
Confrontando gli articolati finora disponibili, le maggiori differenze riguardano la percentuale di incremento – commisurata a seconda dei casi sul volume o sulla superficie esistente – e gli standard energetici richiesti per dare il via ai lavori. La formula meno esigente, sotto quest’ultimo profilo, sembra essere quella veneta, mentre la soluzione toscana fissa requisiti stringenti. Altri aspetti delicati riguardano gli sconti sugli oneri di urbanizzazione (Veneto e Sicilia le più generose), la possibilità di intervenire sugli immobili a uso diverso da quello residenziale (che in Umbria è legata a piani di riqualificazione delle aree industriali) e l’applicazione delle nuove regole alle aree di pregio paesaggistico e ai centri storici (scelta che il Veneto lascia ai comuni).
Ma il difficile è capire dove si potrà effettivamente intervenire, alla luce delle norme regionali e comunali. Un nodo che potrà essere sciolto solo analizzando i testi di legge definitivi, come dimostra il caso della legge toscana.

(Fonte: Sole24Ore)

Wikio - Top dei blog - Architettura, urbanistica e paesaggio

Lascia il tuo Commento!

Aggiungi il tuo commento, o trackback from your own site. You can also subscribe to these comments via RSS.

Non inserire spam.

@ Non hai trovato l’informazione che cercavi? Hai bisogno di un chiarimento? Hai bisogno di un consiglio d’architettura? O semplicemente sei curioso di saperne un po’ di più sull’ architettura? Non esitare a contattarci, lascia un commento o invia una mail, a: architetturafacile@gmail.com