Pareti radianti per il riscaldamento

Stanno risquotendo sempre maggiore interesse le pareti radianti per il riscaldamento di edifici civili, grazie alla grande attenzione dei progettisti al comfort degli ambienti, al benessere e al risparmio energetico nei luoghi in cui si vive e si lavora.

La loro applicazione deriva dalla grande diffusione dei pavimenti radianti e dalla necessità di integrarli in ambienti critici, dove la superficie calpestabile è ridotta e sono necessari altri sistemi, a parete in particolare.

Gli impianti a parete sono realizzati come se fosse una vera e propria barriera termica, utilizzando soprattutto le pareti esterne degli edifici. Per raffrescare o riscaldare una casa nuova di 100 mq sono sufficienti 40 mq di pareti radianti. Se l’abitazione è poco isolata ne occorrono 50 mq.

Funzionano secondo lo stesso principio dei pavimenti radianti, ma ci sono meno vincoli per quanto riguarda la temperatura superficiale: mentre per i pavimenti la temperatura superficiale massima può essere  di 29°C. per le pareti è di 43°C.

In bioarchitettura sono consigliati i pannelli a parete, oltre che le stufe in maiolica, perchè il meccanismo di scambio termico esclude quasi totalmente il movimento d’aria e dunque di polvere e allergeni.

Questo sistema ha una ridotta inerzia termica ed è possibile portare a temperatura un ambiente in 20-30 minuti: in inverno la temperatura a parete è di circa 27 °C (acqua nei tubi a 30°C), in estate è di circa 20°C (acqua nei tubi a 15°C).

Questo tipo di sistema è costituito da pannelli modulari, installabili in diversi modi. In particolare in commercio esistono:

Pannelli intonacati. I gruppi di moduli sono fissati con tasselli alla struttura (il tamponamento in laterizio di un edificio grezzo, la muratura esistente ripulita dei vecchi intonaci oppure un muro isolato con lastre in sughero. I pannelli, fissati e collegati, sono intonacati con metodo tradizionale con uno spessore di 3.5 cm.

Pannelli in strutture a secco. Rivestimenti in cartongesso o perlianture. I moduli sono inseriti nell’intercapedine del cartongesso, tra lastra e lana di vetro con foglio di alluminio (barriera al vapore).

Pannelli annegati in setti in cemento armato o in pannelli prefabbricati. I moduli del sistema radiante sono legati ai ferri del’armatura, sono poi costruiti i casseri ed eseguito il getto con metodo tradizionale. I pannelli in questo modo rimangono all’interno del setto.

Per il futuro pertanto, considerando la quantità degli immobili da ristrutturare e restaurare e il sempre più alto costo dei combustibili per il riscaldamento e ai conseguenti problemi ambientali legati alla loro combustione e all’inquinamento che ne deriva, le pareti radianti rappresenteranno un sitema particolarmente flessibile destinato a una sicura e ampia diffusione.


This entry was posted on domenica, gennaio 25th, 2009 and is filed under Architettura sostenibile, Bioedilizia, Impianti, L'architettura e l'acqua. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

One Response to “Pareti radianti per il riscaldamento”

  1. diggita.it on marzo 11th, 2010 at 22:39

    Pareti radianti per il riscaldamento…

    Stanno risquotendo sempre maggiore interesse le pareti radianti per il riscaldamento di edifici civili, grazie alla grande attenzione dei progettisti al comfort degli ambienti, al benessere e al risparmio energetico nei luoghi in cui si vive e si lavor…

Leave a Reply

_______________
  • Sogni una casa tutta tua? Da oggi è possibile con MutuiOnline, trovi i migliori tassi sul mercato!
  • MutuiOnline! Trova ora il mutuo migliore! Calcola la rata online.
  • Trova il tuo mutuo ideale!

    Le spese per la ristrutturazione sono troppo alte? Avete bisogno di un prestito? Molte banche stanno offrendo nuove formule di finanziamento e incentivi per i loro clienti che investono in impianti di risparmio energetico. Cercate quali sono le soluzioni migliori per voi. Oggi molte banche danno la posibilità di valutare già da casa, attraverso internet tutte le possibilità offerte. Non dovete fare altro che cercare!

  • regalo3

    I più letti

    I vostri commenti

    Tag

    Articoli recenti

    LANA DI PECORA COME ISOLANTE

    Prendendo spunto dalla richiesta di una nostra lettrice, ecco alcune informazioni in merito all’uso della lana di pecora di pecora come isolante. Sappiamo infatti che in questo periodo è tanta l’attenzione in merito all’uso di materiali in edilizia biocompatibili.

    Partiamo intanto dalla produzione della lana di pecora. La disponibilità a livello mondiale di ovini da lana ammonta a circa 1,2 miliardi di capi. Ogni pecora rende da 2,5 a 5kg di lana all’anno. La lana tosata dall’animale vivente viene lavata con sapone di Marsiglia e soda per rimuovere il grasso di lana in eccesso e le eventuali impurità. La lana può quindi essere trattata con sostanze protettive contro gli attacchi di tarme e coleotteri e antiinfiammabili il procedimento di aghettatura per la formazione del feltro viene operato meccanicamente senza uso di leganti. Alcuni prodotti vengono lavorati su una griglia a base di poliammide o provviste di fibre di supporto.

    Ma come viene applicata la lana di pecora in edilizia? Le lane di pecora vengono proposte sotto forma di feltro isolante, tappetinì, pannelli acustici anti calpestio e lana di tamponatura. La lana non può essere applicata in zone ad alta sollecitazione statica. I tappetini per l’isolamento tra travi portanti e nelle pareti interne ed esterne di costruzioni a montanti in legno come pure per l’isolamento di pareti esterne dietro a tavolato in legno (facciate sospese) e tra i legni di imbottitura nei pavimenti. Il materiale isolante a base di lana di pecora e particolarmente idoneo per le costruzioni in legno in quanto si adegua al suo lavorio ed è in grado di assorbire umidità fino ad un terzo del proprio peso senza perdere praticamente l’azione isolante. I rotoli possono essere forniti in diverse larghezze a seconda della costruzione in cui vanno inseriti, Il taglio può essere operato con un semplice paio di forbici oppure con un’apparecchiatura di taglio speciale fornita dal produttore. Il fissaggio viene operato principalmente a più strati mediante graffette.

    Ma quali sono le caratteristiche e le proprietà della lana di pecora? Ha buone proprietà sia termoisolanti che fonoisolanti( ? =0,04- 0,045W/mK). Il coefficiente di resistenza alla diffusione del vapore acqueo µ è 1-2. Recenti studi hanno dimostrato che la lana di pecora oltre all’umidità dell’aria può assorbire e neutralizzare fino ad un certo grado anche le sostanze nocive presenti nell’aria. La lana di pecora è permeabile al vapore acqueo ed è in grado di resistere all’umidità per breve tempo, però deve essere protetta contro le tarme con un sistema adeguato a rendere le fibre indigeribili per questi insetti. La lavorazione è agevole in quanto si tratta di un prodotto inodore e che solleva pochissima polvere, In confronto ad altre fibre naturali, i materiali isolanti a base di lana di pecora presentano un punto d’infiammabilità piuttosto elevato. Classe di infiammabilità 2 (normale).

    Infine alcune considerazioni sull’aspetto ecologico e sanitario della lana di pecora
    L’allevamento ovino estensivo contribuisce alla conservazione del paesaggio colturale e culturale. Nelle regioni europee la lana di pecora è un sottoprodotto dell’allevamento di pecore madri e appare opportuno trasformare la lana in eccedenza in un prodotto a lunga durata. Il dispendio di energia per la produzione dei materiali isolanti a base di lana di pecora è in proporzione piuttosto basso. Le condizioni di produzione possono essere giudicate positive, mentre l’uso di pesticidi può creare qualche problema nel caso dei grandi allevamenti per esempio in Nuova Zelanda. La lana di pecora può essere riutilizzata anche se all’occorrenza potrebbe essere necessario rinnovare l’impermeabilizzazione. Alcuni produttori addirittura la ritirano per trasformarla in lana da tamponatura o pannelll isolanti. Il compostaggio e possibile entro poche settimane. A questo scopo deve essere rimossa la griglia a base di poliammide eventualmente presente. I prodotti impregnati con sale di boro non seno adatti al compostaggio, in quanto provocherebbero delle lisciviazoni inammissibili. A differenza delle fibre vegetali la lana di pecora deve essere trattata contro i parassiti, ma una volta montato il materiale non crea alcun problema.

    Di seguito riportiamo le caratteristiche tecniche di pannelli di lana di pecora presenti in commercio.

    DIMENSIONI E CONFEZIONI

    Nome prodotto

    Densità
    kg/mc

    Spessore
    mm

    Pannelli
    cm x cm

    mq
    x pacco

    Pannelli
    x pacco

    mq
    x pallet

    Pacchi
    x pallet

    Applicazione
    consigliata

    NATURTHERM WO 20.50

    20

    50

    120 X 60

    8,64

    12

    69,12

    8

    pareti e solai

    NATURTHERM WO 20.80

    20

    80

    120 X 60

    5,76

    8

    46,08

    8

    pareti e solai

    Su richiesta possono essere realizzati densità e spessori diversi da quelli qui indicati.
    Tutti gli articoli possono essere realizzati in misure e/o confezioni diverse da quelle indicate. E’ possibile produrre anche pannelli ad altezza piano (h. 285-300 cm).
    Tolleranza su massa volumica e spessore ± 10%; tolleranza dimensionale ± 0.5 cm

    CARATTERISTICHE TECNICHE

    COMPOSIZIONE CHIMICA

    85% lana – 15% Poliestere

    COMPORTAMENTO ACUSTICO
    Coefficiente di assorbimento acustico

    UNI EN ISO 20354

    αw =0,8080 kg/m³ 20 mm

    (VALORI CERTIFICATI IN FREQUENZA DISPONIBILI SU RICHIESTA)

    COMPORTAMENTO TERMICO
    Conduttività termica

    UNI 7891

    λ= 0,042 W/mk 20 kg/m³ , 50 mm
    Permeabilità al vapore acqueo

    UNI EN 12086

    δ = 0,23 20 kg/m³ , 50 mm
    Resistenza alla diffusione del vapore acqueo

    UNI EN 12086

    μ = 3,0 20 kg/m³ , 50 mm
    COMPORTAMENTO AL FUOCO
    Potere calorifico inferiore

    EN ISO 1716

    23,45 MJ/Kg

    ANALISI TOSSICOLOGICHE
    Prodotto certificato Oeko Tex standard 100
    RICICLABILITÀ’
    100%
    TEMPERATURA D’ESERCIZIO
    - 40°C+ 80°C