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NEWS PIANO CASA CAMPANIA
- Ingegneri e architetti hanno proposto qualche emendamento al ddl per il rilancio delle costruzioni in Campania, come l’estensione delle riqualificazioni non solo all’aspetto architettonico, ma anche a quello edilizio. Ecco allora una veloce carrellata sui passi avanti che sono stati fatti.
- Ridotto al 50% il limite di superficie lorda destinata ad uso residenziale cui limitare gli interventi, in modo da consentire gli ampliamenti volumetrici anche sugli edifici di tipologia mista, caratterizzati ad esempio da un’attività commerciale al piano inferiore e da una abitazione in quello superiore.
- Si vorrebbe inserire nella volumetria esistente anche quella derivante dalla riedificazione di un manufatto crollato, demolito o dichiarato inagibile alla data di pubblicazione della legge, purchè se ne possa accertare la consistenza attraverso una specifica documentazione.
- L’emendamento mira ad applicare la norma anche alle realtà extraurbane realizzate prima dell’entrata in vigore dei piani urbanistici, per le quali non sono immediatamente reperibili tutti i titoli. Proposta anche la natura esemplificativa e non tassativa delle linee guida.
- Avanzata anche una deroga ai limiti di altezza e distanza, che devono essere documentate e motivate da una relazione tecnica in base alla morfologia del progetto e ai caratteri edilizi.
- Proposta l’estensione degli interventi di ampliamento anche a edifici rurali a uso abitativo, aree non interessate dal rischio vulcanico e particolari tipologie di costruzioni presenti nella regione.
- Oltre a scongiurare l’esercizio abusivo della professione, architetti e ingegneri suggeriscono di limitare l’impossibilità dell’intervento alla sola prescrizione di inedificabilità assoluta, così come la possibilità di non escludere le unità prive di accatastamento, ma legittimate nel corso del tempo.
- Tra le aree non edificabili e quindi escluse dall’applicazione della legge i professionisti inseriscono quelle a rischio vulcanico. Nello stesso tempo però gli interventi potrebbero derogare non solo agli strumenti urbanistici, ma anche alle disposizioni territoriali di livello comunale, provinciale e regionale.
- Proposti incentivi volumetrici cumulabili fino al 40% per la messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale delle aree industriali dismesse, entro il 30% per la dismissione di attività inidonee al profilo urbanistico, fino al 20% per l’utilizzo di tecniche ecocompatibili ed entro il limite del 10% per la promozione della qualità architettonica attraverso l’indizione di gare pubbliche.
- Per favorire la riqualificazione edilizia dovrebbero inoltre diventare possibili aumenti massimi del 50% della volumetria residenziale da destinare ad hounsing sociale ed edilizia convenzionata.
- Confermato l’obbligo di redigere il fascicolo di fabbricato, il cui contenuto deve essere specificato in un regolamento da emanare antro tre mesi dalla pubblicazione della legge. Previsto però un aggravio dal momento che tutti gli edifici pubblici se ne dovrebbero dotare entro tre anni, lasciando invece cinque anni di tempo ai privati.Per consentire uno snellimento delle procedure parallelo alla tutela della sicurezza, si propone di non sottoporre ad autorizzazione sismica i progetti di opere pubbliche e private soggetti alle N.T.C. del 2005 già iniziati alla data di pubblicazione della legge, ad eccezione delle opere strategiche per la gestione delle emergenze, così come le varianti alle strutture depositate prima dell’entrata in vigore delle N.T.C. del 2008.







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