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Manutenzioni straordinarie senza DIA


Se ne parlava da qualche tempo e pare che si sia arrivati alla semplificazione massima per quanto riguarda le ristrutturazioni edilizie, dal momento che non è più necessaria la DIA – Denuncia Inizio Attività. Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Il provvedimento è stato approvato dal Consiglio dei Ministri di venerdi 19 marzo.  Il decreto-legge sugli incentivi a sostegno dei settori industriali in crisi e contiene le disposizioni tributarie e finanziarie per il contrasto di frodi fiscali internazionali e per la destinazione dei gettiti così recuperati al finanziamento del Fondo per gli incentivi e al sostegno ai settori produttivi in crisi.

A chi saranno destinati questi fondi? Gli aiuti saranno destinati all’acquisto di cucine componibili, elettrodomestici a basso consumo, gru a torre per l’edilizia e agli edifici ad alta efficienza energetica, ma anche a scooter elettrici o ibridi, inverter e motori per la nautica da diporto, rimorchi e semirimorchi, macchine agricole. 

Ma il vero  protagonista del decreto è però una manovra semplificativa inserita dal Governo e che si annuncia rivoluzionaria per il settore dell’edilizia, ovvero quella riguardante la liberalizzazione delle ristrutturazioni in manutenzione straordinaria senza DIA.

Il decreto contiene misure di semplificazione che consentono ai cittadini di realizzare senza denuncia di inizio attività (DIA) interventi edilizi di manutenzione ordinaria e straordinaria in casa propria purchè gli interventi:

- non riguardino modifiche alle parti strutturali dell’edificio (ad esempio lo spostamento di murature portanti)
- non comportino aumenti di superficie o volumetria dell’appartamento
- non prevedano l’unione o la frammentazione di unità immobiliari 

Oltre agli interventi di manutenzione straordinaria degli appartamenti vengono altresì liberalizzati gli interventi di eliminazione di barriere architettoniche, la realizzazione di opere temporanee di ricerca nel sottosuolo, i movimenti di terra pertinenti all’attività agricola, la realizzazione di serre mobili stagionali, la pavimentazione e finitura di spazi esterni, l’installazione di pannelli fotovoltaici e termici purchè al di fuori dei centri storici (zona A), la realizzazione di opere di arredo urbano pertinenziale e di aree ludiche senza fini di lucro.

La semplificazione - lo ricordiamo – era già stata recentemente oggetto di proposta di legge alla Camera, ed aveva in quella occasione suscitato accese proteste da parte dei progettisti.  Speriamo allora che la semplificazione non diventi un sinonimo per costruzioni sempre di più scarsa qualità e poco sicuri. Ricordiamo che le opere più importanti devono essere sempre seguite dalla direzione di personale qualificato e questo per la nostra sicurezza e incolumità.

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Un Commento »

  • giuseppe scrive:

    penso che comunque vada indicato un tecnico responsabile dei lavori

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