La progettazione dell’impianto idraulico deve tendere prima di tutto alla riduzione del consumo di acqua e al recupero e al riutilizzo almeno delle acque piovane, se non addirittura delle acque bianche o grigie. Per quanto riguarda l’acqua piovana, basterebbe posizionare dei contenitori in prossimità dei pluviali, oppure convogliarle tutte in un unica vasca. Gli usi di queste acque sono molteplici:

  1. IRRIGAZIONE GIARDINI
  2. LAVAGGIO MACCHINE
  3. CONVOGLIAMENTO SERVIZI IGIENICI

Per quanto riguarda le acque bianche (saponose) o grigie (grasse) queste devono essere preventivamente depurate e poi raccolte in una cisterna.

La progettazione dell’impianto dovrebbe tendere a una distribizione “a stella”, che non circonda ad anello gli ambienti. Le condutture preferibilmente non dovrebbero passare sotto i pavimenti e i percorsi devono essere il più possibile razionalizzati, specialmente per i collegamenti tra la caldaia e per la produzione di acqua calda e i rubinetti della cucina e del bagno.

Un ultimo suggerimento per la riduzione dei consumi idrici sta nell’istallazione di sciacquoni a 2 vie, che permettono l’uso di quantitativi diversi di acqua in relazione all’esigenza. Non trascuriamo inoltre l’importanza di istallare miscelatori invece che i classici rubinetti a 2 comandi. L’aria miscelata all’interno dell’acqua riduce moltissimo il consumo dell’acqua.