Approvato dal Consiglio Regionale il Piano Casa lombardo, che diventa legge dopo due rinvii. Dopo l’approvazione in Giunta Regionale, il testo aveva subito diverse proposte di emendamento.

Sarà possibile l’applicazione della norma agli edifici parzialmente residenziali e a quelli non residenziali ubicati in zone a prevalente destinazione residenziale. Le nuove costruzioni dovranno avere un uso esclusivamente residenziale, senza poter beneficiare dei premi volumetrici.

Le altezze non potranno essere superiori al massimo tra valore esistente e quello ammesso  dallo strumento urbanistico in vigore. Prevista la riqualificazione dei quartieri di edilizia residenziale pubblica, con la possibilità di cedere la nuova volumetria ad altri operatori che si impegnano nella realizzazione di alloggi popolari.

Per tutti i lavori dovrà essere presentata la Dia, Denuncia di inizio attività, entro 18 mesi a partire dal 16 ottobre, o il permesso di costruire entro 24 mesi dalla stessa data.

Quattro le tipologie di intervento individuate dalla legge regionale:

  1. recupero e riutilizzo di volumetrie abbandonate o sottoutilizzate;
  2. ampliamento fino al 20% , e comunque non superiore a 300 metri cubi, del volume complessivo di edifici mono e bifamiliari o di edifici trifamiliari con volumetria fino a 1.000 metri cubi;
  3. demolizione e ricostruzione di edifici residenziali e produttivi, con bonus volumetrico sino al 30% del volume preesistente, aumentabile al 35% in presenza di adeguate dotazioni di verde, cioè una dotazione arborea che copra almeno il 25% del lotto;
  4. riqualificazione di quartieri di edilizia residenziale pubblica.
 
Apprezzamento dalle associazioni dell’artigianato lombardo per le ricadute del ddl, stimate in 7 miliardi di euro, 30 mila posti di lavoro e un risparmio energetico pari a 45 milioni. Sarebbero coinvolte le piccole e micro imprese del settore edilizio e dell’intera filiera casa, che in Lombardia conta oltre 115 mila aziende artigiane, con oltre 250 mila addetti.
Adesso il testo passa in mano ai comuni, che avranno tempo fino al 15 settembre 2009 per limitare l’applicazione della norma. Aspettiamo questo termine e successivamente presso i nostri uffici tecnici comunali avremo modo di capire come ampliare.