Il confronto tra Governo e Regioni sul Piano Casa non si ferma ma non riesce a tradursi in decreto legge l’accordo del primo aprile chedovrebbe modificare il Dpr 380/2001, Testo Unico dell’edilizia. Cerchiamo intanto di mettere in ordine e capire a che punto siamo per quanto riguarda l’approvazione.

Il mese scorso l’intesa. 
Il 3 aprile è stata indetta una riunione tecnica, rinviata al 6 aprile vista  la complessità dell’argomento.
Anci e Regioni hanno avanzato proposte di emendamento, ma è stato sopratutto il terremoto abruzzese a far rivedere il tema sicurezza.
Il7 aprile è stato diffuso un nuovo schema di DL, arricchito dagli articoli 2 e 7 su misure antisismiche e facilitazioni per l’acquisto della prima casa. Durante la riunione tecnica dello stesso giorno le Regioni hanno chiesto la modifica degli articoli 1,2,4 e 6, opponendo riserve di carattere politico sul 7.
Il16 aprile è stata trasmessa la nuova bozzadopo l’esame delle proposte di Anci e Ministero dell’Ambiente, ed è stata analizzata il 21 aprile.
 
Il 29 aprile si è riunita la Conferenza Unificata, facendo il punto della situazione sull’evoluzione seguita dal decreto, che si compone di 7 articoli, più uno che regola l’entrata in vigore del provvedimento.
 
ARTICOLO 1 – riporta tutte le attività di “edilizia libera”, che possono essere svolte senza titolo abilitativo, semplificate attraverso il rilascio in via ordinaria del certificato di prevenzione incendi. Regioni ed Enti Locali hanno espresso perplessità sul mutamento di destinazione d’uso, ma data l’assenza di posizioni univoche la decisione sarà rimessa alla sede politica. Per quanto riguarda l’installazione di pannelli fotovoltaici, solari e termici è stato inserito nel testo un rimando al Decreto Legislativo 115/2008, che recepisce la Direttiva Europea 2006/32/CE sull’efficienza energetica.
 
ARTICOLO 2 - introduce il rispetto delle misure antisismiche, gli enti locali hanno chiesto un tavolo di concertazione per il controllo e la vigilanza sulle costruzioni. L’articolo, inserito nella bozza dopo il terremoto abruzzese, stabilisce anche l’impossibilità di procedere agli aumenti volumetrici senza una certificazione del progettista che attesti il rispetto di tutte le misure antisismiche, la nullità delle compravendite di immobili nuovi o ristrutturati senza la certificazione di collaudo statico e l’anticipazione dell’entrata in vigore delle norme tecniche per le costruzioni.
 
ARTICOLO 3 – prevede l’attuazione dei piani urbanistici attraverso sistemi perequativi, incentivanti e compensativi, è stato chiesto un livello di pianificazione sovracomunale. La perequazione è stata ideata per superare le diverse condizioni giuridico economiche tra proprietà immobiliari promuovendo l’equa distribuzione degli oneri per gli interventi di trasformazione degli assetti insediativi. Operazione possibile attraverso l’attribuzione di diritti edificatori sulle proprietà nelle quali sono stati realizzati interventi pubblici a seguito di un accordo tra il Comune e l’avente diritto.
 
ARTICOLO 4 – conferenze di servizi
ARTICOLO 5 – riguarda le semplificazioni relative al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio: è stata proposta l’applicazione solo agli interventi che non alterano lo stato dei luoghi e l’aspetto esteriore degli edifici. Dopo una mediazione tra Governo e Regioni si è giunti a una proroga fino al 30 giugno 2010.
 
ARTICOLO 6 – Regioni e Anci, Associazione nazionale dei Comuni italiani, sono al lavoro per la sua riformulazione che non corrisponderebbe alla volontà degli enti locali in materia di semplificazioni ambientali.
 
ARTICOLO 7 – Sarà decisa in sede politica la regolazione del Fondo per l’accesso al credito agevolato per l’acquisto della prima casa, che ha però sollevato dubbi di legittimità.