L’assetto strutturale degli edifici
Le strutture rappresentano la componente essenziale dell’architettura. I due principi statici fondamentali alla base dell’arte edificatoria sono il trilite e l’arco.
Il trilite è costituito da due piedritti , elementi monolitici verticali, e dall’architrave, elemento monolitico orizzontale, necessario a sostenere i carichi sovrastanti e a trasferirli ai piedritti. Le forze agenti trasmesse sono quelle verticali. L’architrave è sottoposto a flessione, i piedritti a compressione. Questo principio statico è tipico dell’architettura greca, anche se a volte i materiali utilizzati non sono i più adatti: sottoporre a sforzo di flessione il marmo, usato per gli elementi orizzontali, che è resistente solo a compressione, obbliga a una luce ridotta e all’uso di elementi verticali perticolarmente robusti.
Il secondo principio statico è l’arco, costituito da tanti elementi chiamati conci, che sostengono per mutuo contrasto e scaricano sui piedritti una forza con retta d’azione inclinata. I conci sono disposti con il loro asse seconso la curva delle pressioni, si ottiene così la scomposizione della forza verticale, posta sulla sommità dell’arco, in spazi di compressione in ognuna delle 2 sezioni del concio: il materiale di cui è composto l’arco deve essere resistente a compressione. L’arco è introdotto sopratutto nell’architettura romana, che innova la statica degli edifici. Lo sviluppo di questo sistema porterà alla realizzazione delle cattedrali gotiche, dove luci di decine di metri e ambienti con una superficie di centinaia di metri quadrati, erano risolti con elementi strutturali curvi.


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