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La terra cruda


La terra cruda è da millenni, quasi a tutte le latitudini, il materiale da costruzione più diffuso e più economico. Il suo utilizzo in Italia è testimoniato già nel Neolitico. Se poi pensiamo agli agglomerati africani, nel Nord Africa, nei Paesi del Magreb, le costruzioni di terra non sono solo abitazioni, ma edifici comunitari e industriali.  Questo tipo di edilizia è ancora oggi molto diffusa in Medio Oriente e in alcune zone del nostro Paese, come la Sardegna centrale e meridionale, la Basilicata, la Calabria. Esiste poi una lunga tradizione tedesca nella costruzione di case di terra a diversi piani, con una tipica struttura portante realizzata in legno.

L’uso della terra cruda non è solo delle civiltà del passato: un censimento effettuato nel nostro Paese nel 1934 davo conto di 55.285 case in terra presenti su tutto il territorio nazionale. Soltanto a partire dagli anni Cinquanta quasi in tutt’Italia si smise di costruire in terra, con la sempre più forte industrializzazione  e diffusione di prodotti che portarono all’abbandono delle tradizioni locali.

Le tecniche er la costruzione in argilla cruda sono principalmente due:

  • ADOBE – uso di mattoni di terra mescolata a paglia ed essiccata al sole;
  • PISE’ – terra battuta, le murature sono realizzate comprimendo la terra cruda, impastata con paglia, in apposite casseforme mobili di legno, larghe quanto lo spessore del muro che s’intende costruire.

Le abitazioni in legno, se sottoposte ad un’attenta manutenzione, possono sfidare gli anni. Secondo recenti studi, la terra cruda è in grado di regolare l’umidità dell’aria, assorbendo velocemente l’umidità in eccesso e cedendola  quando necessario.

Riesce ad accumulare calore e con lo sfruttamento passivo dell’energia solare, può contribuire al risparmio energetico dell’abitazione. Ha la capacità di mantenere gli ambienti freschi e a temperatura pressochè costante in estate. E’ un eccellente isolante acustico, si è calcolato che il suo potere fonoisolante è doppio rispetto a un muro di mattoni forati di uguale spessore.

La terra cruda ha un basso costo energetico, poichè l’estrazione, la lavorazione e la messa in opera richiedono minimi investimenti energetici, anche se in cantiere l’argilla richiede una certa pazienza e tempi e ritmi diversi da quelli di un cantiere “tradizionale”.

E’ inoltre un materiale riciclabile e riutilizzabile all’infinito, non richiede grosse spese per il trasporto, dato che, si estrae direttamente dagli scavi per fondamenta o cantine. Si presta egregiamente per l’autocostruzione, dato che non sono necessarie apperecchiature troppo dispendiose, ma solo una manodopera specializzata.

Ovviamente non è possibile ipotizzare costruzioni di sola terra cruda, dal momento che dipende molto dalla composizione del terreno, variabile da luogo a luogo. Prima dell’impego sono necessarie perciò accurate indagini.

La terra cruda tende a ritirarsi con l’essiccazione, ed è perciò indispensabile valutare con cura la percentuale di acqua da impiegare per l’impasto. Problema che non si verifica per i blocchi di argilla essiccati ma non cotti.

Questo materiale infine non è resistente all’acqua, va perciò protetta dalla pioggia e dal gelo, specialmente quando si trova allo stato umido. Vanno predisposti degli accorgimenti, come predisporre una sporgenza ottimale del tetto, uno zoccolo duro contro gli spruzzi e mettere in opera un isolamento orizzontale che blocchi l’umidità ascendente. Si possono prevedere intonachi e verniciature con proprietà idrorepellenti.

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