Con la legge per il recupero dei sottotetti, spesso ci siamo trovati a parlare di rifacimento del tetto, ma cosa è importante valutare in questo tipo di interventi? Quando si progetta un tetto, per prima cosa deve essere valutata con attenzione la struttura portante, che deve essere dimensionata adeguatamente ai carichi che dovrà sostenere.

In edilizia ci sono molte soluzioni, attraverso l’uso di diversi materiali. La struttura di sostegno può essere realizzata con tavelloni in appoggio su muretti in laterizio  o in blocchi. I tavelloni possono essere poggiati su sordoli in calcestruzzo gettati in opera o con tavelloni in appoggio su elementi prefabbricati i ncalcestruzzo. La struttura di sostegno può inoltre essere realizzata con l’uso di tavelloni poggiati du travetti in calcestruzzo armato precompresso. Si possono inoltre impiegare travi in calcestruzzo gettato in opera  e blocchi di laterizio (pignatte), come pure pannelli prefabbricati in laterocemento. Può essere realizzata un’orditura metallica. Tutti questi sistemi prevedono un successivo getto di calcestruzzo, che compleda e solidarizza la struttura.

Se stiamo costruendo il tetto per una casa bioecologica è bene precisare che si preferisce la progettazione di una struttura costituita da travi in legno di buona qualità, riprendendo un sistema costruttivo tradzionale di zone in cui la protezione dal caldo non consiglia l’impiego di sistemi costruttivi pesanti dotati di forte inerzia termica.

La scelta delle travi dovrebbe preferibilmente ricadere sulle travi tagliate nel periodo appropriato (ottobre- metà febbraio), prive di difetti, opportunamente stagionate e non impregnate con prodotti di sintesi petrolchimica. E’ sufficiente un trattamento a base di sali idrosolubili di boro per proteggere il legno dall’attacco di insetto xilofagi.

L’ossatura delle travi poggerà sui muri perimetrali ed eventualmente sul muro di spina dell’edificio riuscendo nella maggior parte dei casi a fare a meno del cordolo in cemento armato.