LA STANZA DA BAGNO

Il bagno ormai non è più solo un locale di servizio, ma è diventata una vera e propria stanza, dove potersi rilassare e ritemprare. Ovviamente anche l’arredamento ha un’importanza notevole e le case produttrici offrono oggi articoli non solo funzionali, ma anche di grande valore estetico, attraverso una vasta scelta di dimensioni, forme e colori, senza dimenticare alcuno optional che sembra stiano diventando sempre più indispensabili, come radio, tv, lettore mp3, stereo, ma anche specchiera professionale per il trucco o doppio lavabo. L’offerta è molto vasta, e il cliente rischia di perderso. Ecco allora qualche consiglio per scegliere il meglio per voi.

Innanzi tutto cerchiamo di capire come deve essere il mobile da bagno, in relazione alle diverse tipologie presenti sul mercato. Cerchiamo di classificarli per avere un’idea chiara di cosa ci propone il rivenditore e di cosa possiamo inserire veramente nel nostro bagno.

  1. Mobile con zoccolo a terra – Sono quelli di più facile istallazione. Effettivamente tali basi non poggiano direttamente a terra, ma su piedini di solito in polastica o in metallo a cui viene sovrapposta la fascia continua della zoccolatura. Tale fascia di solito è uniforme al mobile o volutamente diversa per evidenziare lo stacco. Lo zoccolo si può rimuovere per effettuare le pulizie. Ovviamente la sporcizia che si andrà ad accumulare sarà decisamente inferiore rispetto a una base che poggia solo su piedini. Nel caso di mobili con lavabo incassato è preferibile che lo zoccolo rientri leggermente rispetto al filo esterno del mobile, in modo che si abbia lo spazio per i piedi, favorendo l’uso del lavabo.
  2. Mobile montato su piedini – Garantiscono sempre un perfetto accesso al lavabo, sono eleganti e semplici nel montaggio, adatte praticamente per ogni tipo di bagno. Nn dimenticate al momento dell’acquisto di calcolare l’altezza dei piedini. La loro presenza obbliga a una pulizia quotidiana sotto il mobile: se i piedini sono alti non ci saranno problemi, ma se sono inferiori ai 15-10 cm è più facile che lo sporco si accumuli, specie nei punti più vicini alla parete. Con i piedini alti si ha una sorta di simulazione di un mobile sospeso, anche quando non si ha la possibilità di appende il mobile alla parete.
  3. Mobile sospeso – Questo tipo di mobile rappresenta la moda del momento (come i sanitari), vista la loro immagine di leggerezza ed eleganza che conferiscono alla stanza. Adatti pertanto al bagno cosiddetto di rappresentanza, frequentato anche da eventuali ospiti. Si possono acquistare solo se la parete può sostenere il peso e se nel muro non sono presenti impianti. Hanno inoltre una minore capienza, anche in relazione al tipo di lavavo.
  4. Mobile su ruote – Rappresenta una delle soluzioni più pratiche, dal momento che possono essere spostati a piacimento in relazione alla loro funzionalità e al momento della pulizia. Sono usati di solito come complemento a un arredo esistente ma diventato insufficiente, da posizionare nei pressi del lavabo o della doccia o vasca. Si tratta di solito di cassettiere la cui capienza varia in funzione delle dimensioni. Fate attenzione che sia presente un dispositivo di blocco su due delle quattro ruote, per evitare che il mobile si sposti durante l’apertura e la chiusura dei cassetti.

Per l’istallazione dei mobili e degli specchi, è fondamentale accertarsi delle misure esatte della stanza, anche in relazione alla posizione degli impianti esistenti, sia idrico che termico ed elettrico. Le misure devono essere fatte con grande cura, a meno che non si possieda il progetto originario dell’appartamento.

Per il mobile sottolavabo si deve misurare la distanza tra i punti esterni (destra e sinistra) dell’asse di scarico del lavabo. Poi si misura la distanza tra il punto più basso dello scarico e il pavimento. Infine, se il lavabo è preesistente, si deve misurare l’altezza senza presa sulla parte inferiore del sanitario nel suo punto più basso, la sua profondità e la sua altezza, anche se di solito i mobili da bagno di produzione industriale hanno dimensioni abbastanza standardizzate. Non mancano comunque ditte che con un piccolo sovrapprezzo realizzeranno il mobile su misura per il vostro bagno. Importante rilevare eventuali prese o interruttori che potrebbero essere coperti da un mobile tropo alto o troppo largo. I rivenditori non conoscono il vostro bagno e dovrete essere voi a fornire loro un quadro quanto più completo possibile per evitare spiacevoli sorprese alla consegna.

Per quanto riguarda specchiera e pensili sovra lavabo, il problema di solito è rappresentato dall’impianto elettrici per eventuali faretti: prendendo perciò come riferimento il centro dell’asse di scarico del lavabo, misurate la distanza tra il foro di uscita dei fili e l’asse di scarico, e tra questo e l’eventuale presa elettrica. Misurate anche le dimensioni delle placche. Cercate di avere quanti più punti di riferimento per valutare le dimensioni dell’oggetto.

Un’ulteriore precisazione sull’impianto elettrico è a questo punto d’obbligo: in genere le specchiere da bagno nascono già dotati di interruttore e presa incorporati nella struttura. Si tratta di prese a 10 Ampere che erogano un massimo di 2400W di potenza massima totale, giusta per tutti i piccoli elettrodomestici da bagno e non. Le prese sono del tipo a 3 fori piccoli e ravvicinati. Se attaccate un elettrodomestico che ha bisogno di maggiore potenza, rischiate un’interruzione nell’erogazione dell’energia o un cortocircuito. Per attaccare elettrodomestici più potenti, come la lavatrice o l’asciugatrice, o la stufetta elettrica, è necessaria una presa a 16 Ampere, con i 3 fori grandi e distanziati, capace di erogare fino a 4000W.

Ricordiamo inoltre che in bagno coesistono acqua e corrente elettrica, accoppiata potenzialmente pericolosa. Per una maggiore sicurezza possono essere istallate prese con interruttore magneto-termico differenziale a 10 mA, in grado di interrompere il passaggio della corrente in presenza di una qualsiasi anomalia.


This entry was posted on martedì, febbraio 23rd, 2010 and is filed under Arredamento, Impianti, Ristrutturare. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

One Response to “LA STANZA DA BAGNO”

  1. diggita.it on febbraio 23rd, 2010 at 23:41

    LA STANZA DA BAGNO…

    Il bagno ormai non è più solo un locale di servizio, ma è diventata una vera e propria stanza, dove potersi rilassare e ritemprare. Ovviamente anche l’arredamento ha un’importanza notevole e le case produttrici offrono oggi articoli non solo fun…

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    LANA DI PECORA COME ISOLANTE

    Prendendo spunto dalla richiesta di una nostra lettrice, ecco alcune informazioni in merito all’uso della lana di pecora di pecora come isolante. Sappiamo infatti che in questo periodo è tanta l’attenzione in merito all’uso di materiali in edilizia biocompatibili.

    Partiamo intanto dalla produzione della lana di pecora. La disponibilità a livello mondiale di ovini da lana ammonta a circa 1,2 miliardi di capi. Ogni pecora rende da 2,5 a 5kg di lana all’anno. La lana tosata dall’animale vivente viene lavata con sapone di Marsiglia e soda per rimuovere il grasso di lana in eccesso e le eventuali impurità. La lana può quindi essere trattata con sostanze protettive contro gli attacchi di tarme e coleotteri e antiinfiammabili il procedimento di aghettatura per la formazione del feltro viene operato meccanicamente senza uso di leganti. Alcuni prodotti vengono lavorati su una griglia a base di poliammide o provviste di fibre di supporto.

    Ma come viene applicata la lana di pecora in edilizia? Le lane di pecora vengono proposte sotto forma di feltro isolante, tappetinì, pannelli acustici anti calpestio e lana di tamponatura. La lana non può essere applicata in zone ad alta sollecitazione statica. I tappetini per l’isolamento tra travi portanti e nelle pareti interne ed esterne di costruzioni a montanti in legno come pure per l’isolamento di pareti esterne dietro a tavolato in legno (facciate sospese) e tra i legni di imbottitura nei pavimenti. Il materiale isolante a base di lana di pecora e particolarmente idoneo per le costruzioni in legno in quanto si adegua al suo lavorio ed è in grado di assorbire umidità fino ad un terzo del proprio peso senza perdere praticamente l’azione isolante. I rotoli possono essere forniti in diverse larghezze a seconda della costruzione in cui vanno inseriti, Il taglio può essere operato con un semplice paio di forbici oppure con un’apparecchiatura di taglio speciale fornita dal produttore. Il fissaggio viene operato principalmente a più strati mediante graffette.

    Ma quali sono le caratteristiche e le proprietà della lana di pecora? Ha buone proprietà sia termoisolanti che fonoisolanti( ? =0,04- 0,045W/mK). Il coefficiente di resistenza alla diffusione del vapore acqueo µ è 1-2. Recenti studi hanno dimostrato che la lana di pecora oltre all’umidità dell’aria può assorbire e neutralizzare fino ad un certo grado anche le sostanze nocive presenti nell’aria. La lana di pecora è permeabile al vapore acqueo ed è in grado di resistere all’umidità per breve tempo, però deve essere protetta contro le tarme con un sistema adeguato a rendere le fibre indigeribili per questi insetti. La lavorazione è agevole in quanto si tratta di un prodotto inodore e che solleva pochissima polvere, In confronto ad altre fibre naturali, i materiali isolanti a base di lana di pecora presentano un punto d’infiammabilità piuttosto elevato. Classe di infiammabilità 2 (normale).

    Infine alcune considerazioni sull’aspetto ecologico e sanitario della lana di pecora
    L’allevamento ovino estensivo contribuisce alla conservazione del paesaggio colturale e culturale. Nelle regioni europee la lana di pecora è un sottoprodotto dell’allevamento di pecore madri e appare opportuno trasformare la lana in eccedenza in un prodotto a lunga durata. Il dispendio di energia per la produzione dei materiali isolanti a base di lana di pecora è in proporzione piuttosto basso. Le condizioni di produzione possono essere giudicate positive, mentre l’uso di pesticidi può creare qualche problema nel caso dei grandi allevamenti per esempio in Nuova Zelanda. La lana di pecora può essere riutilizzata anche se all’occorrenza potrebbe essere necessario rinnovare l’impermeabilizzazione. Alcuni produttori addirittura la ritirano per trasformarla in lana da tamponatura o pannelll isolanti. Il compostaggio e possibile entro poche settimane. A questo scopo deve essere rimossa la griglia a base di poliammide eventualmente presente. I prodotti impregnati con sale di boro non seno adatti al compostaggio, in quanto provocherebbero delle lisciviazoni inammissibili. A differenza delle fibre vegetali la lana di pecora deve essere trattata contro i parassiti, ma una volta montato il materiale non crea alcun problema.

    Di seguito riportiamo le caratteristiche tecniche di pannelli di lana di pecora presenti in commercio.

    DIMENSIONI E CONFEZIONI

    Nome prodotto

    Densità
    kg/mc

    Spessore
    mm

    Pannelli
    cm x cm

    mq
    x pacco

    Pannelli
    x pacco

    mq
    x pallet

    Pacchi
    x pallet

    Applicazione
    consigliata

    NATURTHERM WO 20.50

    20

    50

    120 X 60

    8,64

    12

    69,12

    8

    pareti e solai

    NATURTHERM WO 20.80

    20

    80

    120 X 60

    5,76

    8

    46,08

    8

    pareti e solai

    Su richiesta possono essere realizzati densità e spessori diversi da quelli qui indicati.
    Tutti gli articoli possono essere realizzati in misure e/o confezioni diverse da quelle indicate. E’ possibile produrre anche pannelli ad altezza piano (h. 285-300 cm).
    Tolleranza su massa volumica e spessore ± 10%; tolleranza dimensionale ± 0.5 cm

    CARATTERISTICHE TECNICHE

    COMPOSIZIONE CHIMICA

    85% lana – 15% Poliestere

    COMPORTAMENTO ACUSTICO
    Coefficiente di assorbimento acustico

    UNI EN ISO 20354

    αw =0,8080 kg/m³ 20 mm

    (VALORI CERTIFICATI IN FREQUENZA DISPONIBILI SU RICHIESTA)

    COMPORTAMENTO TERMICO
    Conduttività termica

    UNI 7891

    λ= 0,042 W/mk 20 kg/m³ , 50 mm
    Permeabilità al vapore acqueo

    UNI EN 12086

    δ = 0,23 20 kg/m³ , 50 mm
    Resistenza alla diffusione del vapore acqueo

    UNI EN 12086

    μ = 3,0 20 kg/m³ , 50 mm
    COMPORTAMENTO AL FUOCO
    Potere calorifico inferiore

    EN ISO 1716

    23,45 MJ/Kg

    ANALISI TOSSICOLOGICHE
    Prodotto certificato Oeko Tex standard 100
    RICICLABILITÀ’
    100%
    TEMPERATURA D’ESERCIZIO
    - 40°C+ 80°C