LA CERTIFICAZIONE ENERGETICA IN ITALIA

Quello della certificazione energetica è uno dei temi più scottanti e controversi in materia di edilizia. Cerchiamo di capire qual è la situazione attuale e quali sono gli obblighi di regione in regione.

Con l’art. 35, comma 2bis della legge del 6 agosto 2008 n.133 è stato eliminato l’obbligo di allegare l’attestato di certificazione energetica all’atto di compravendita di interi immobili o di singole unità immobiliari e l’obbligo, nel caso delle locazioni, di consegnare o mettere a disposizione del conduttore questo attestato.

Insieme a questo obbligo sono stati abrogati anche gli articoli concernenti le sanzioni relative in caso di inottemperanza. Non è invece venuto meno l’obbligo di redigere l’attestato di certificazione energetica.

La legge 133/08 ha inoltre delegato alle regioni il compito di approvare la disciplina in materia.

Pertanto dal 1 luglio 2009 è rimasto solamente l’obbligo di dotare di attestato do certificazione energetica tutti gli edifici o posrzioni di essi trasferiti a titolo oneroso. Tale obbligo rimane anche per le permute immobiliaru, transazioni, cessioni o conferimenti di immobili nei patrimoni sociali.

Nel DM del 26 giugno del 2009 sono state pubblicate le Linee Guida Nazionali per la Certificazione Energetica degli edifici, in cui sono definiti gli strumenti di raccordo, concertazione e cooperazione tra Stato e Regioni e il successico Dpr 59/2009 fissa i requisiti minimi per la prestazione energetica degli edifici e degli impianti termici.

Le disposizioni delle Linee Guida si applicano alle Regioni e alle Province autonome che non hanno ancora adottato i propri strumenti di certificazione energetica. Alcune Regioni hanno già emanato una normativa in materia, dando luogo a un trattamento diverso all’interno del territorio italiano. Vediamo nel dettaglio.

Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna

Qui si ha l’obbligo di allegare l’attestato di certificazione energetica del fabbricato in caso di vendita. In caso di omissione è prevista una sanzione pecuniaria. In caso di mancanza di tale documento, il notaio non potrà redigere l’atto di compravendita al momento del rogito.

Toscana e Val d’Aosta

Esite l’obbligo di allegare il documento al rogito. Non è stato ancora deliberato nulla in materia di adozione della certificazione energetica, valgono pertanto le regole nazionali.

Restanti Regioni

Le altre regioni sono prive di una legislazione specifica e si applica la legge nazionale. Se il certificato non è disponibile, si arriva ad un accordo tra le parti in cui il compratore rinuncia a ricevere l’attestato dal venditore. Il venditore potrebbe anche avvalersi della possibilità di classificare il proprio edificio in Classe G o “fatiscente”, sfuggendo all’obbligo di certificazione. Se non è la situazione reale, su può incorrere nel reato di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, a cui partecipano anche i professionisti coinvolti nella compravendita, che possono essere denunciati per concorso in falso ideologico, per cui è prevista una pena nella reclusione fino a 2 anni.

 


This entry was posted on lunedì, febbraio 22nd, 2010 and is filed under certificazione energetica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

2 Responses to “LA CERTIFICAZIONE ENERGETICA IN ITALIA”

  1. SD on febbraio 24th, 2010 at 20:19

    Ottimo riassunto dello stato attuale in Italia.
    A completamento aggiungerei che
    in LOMBARDIA sarà OBBLIGATORIO allegare l’Attestato di Certificazione anche per i contratti di LOCAZIONE, a decorrere dal 1 luglio 2010 (D.g.r n° 8/8745 e s.m.i)

    Maggiori informazioni sulla certificazione energetica in Lombardia su
    http://www.certificazionienergetiche.org/

  2. lucia on marzo 1st, 2010 at 13:05

    Grazie, buon riassunto.
    e grazie ad SD per l’aggiunta.

    mi permetto anche io di aggiungere che anche la Puglia ha legiferato in materia e che molte regioni stanno approntando gli albi a cui i certificatori potranno abilitarsi, per oter redigere il certificato.

    io traggo le info da http://www.certificazioneenergeticaonline.com

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    LANA DI PECORA COME ISOLANTE

    Prendendo spunto dalla richiesta di una nostra lettrice, ecco alcune informazioni in merito all’uso della lana di pecora di pecora come isolante. Sappiamo infatti che in questo periodo è tanta l’attenzione in merito all’uso di materiali in edilizia biocompatibili.

    Partiamo intanto dalla produzione della lana di pecora. La disponibilità a livello mondiale di ovini da lana ammonta a circa 1,2 miliardi di capi. Ogni pecora rende da 2,5 a 5kg di lana all’anno. La lana tosata dall’animale vivente viene lavata con sapone di Marsiglia e soda per rimuovere il grasso di lana in eccesso e le eventuali impurità. La lana può quindi essere trattata con sostanze protettive contro gli attacchi di tarme e coleotteri e antiinfiammabili il procedimento di aghettatura per la formazione del feltro viene operato meccanicamente senza uso di leganti. Alcuni prodotti vengono lavorati su una griglia a base di poliammide o provviste di fibre di supporto.

    Ma come viene applicata la lana di pecora in edilizia? Le lane di pecora vengono proposte sotto forma di feltro isolante, tappetinì, pannelli acustici anti calpestio e lana di tamponatura. La lana non può essere applicata in zone ad alta sollecitazione statica. I tappetini per l’isolamento tra travi portanti e nelle pareti interne ed esterne di costruzioni a montanti in legno come pure per l’isolamento di pareti esterne dietro a tavolato in legno (facciate sospese) e tra i legni di imbottitura nei pavimenti. Il materiale isolante a base di lana di pecora e particolarmente idoneo per le costruzioni in legno in quanto si adegua al suo lavorio ed è in grado di assorbire umidità fino ad un terzo del proprio peso senza perdere praticamente l’azione isolante. I rotoli possono essere forniti in diverse larghezze a seconda della costruzione in cui vanno inseriti, Il taglio può essere operato con un semplice paio di forbici oppure con un’apparecchiatura di taglio speciale fornita dal produttore. Il fissaggio viene operato principalmente a più strati mediante graffette.

    Ma quali sono le caratteristiche e le proprietà della lana di pecora? Ha buone proprietà sia termoisolanti che fonoisolanti( ? =0,04- 0,045W/mK). Il coefficiente di resistenza alla diffusione del vapore acqueo µ è 1-2. Recenti studi hanno dimostrato che la lana di pecora oltre all’umidità dell’aria può assorbire e neutralizzare fino ad un certo grado anche le sostanze nocive presenti nell’aria. La lana di pecora è permeabile al vapore acqueo ed è in grado di resistere all’umidità per breve tempo, però deve essere protetta contro le tarme con un sistema adeguato a rendere le fibre indigeribili per questi insetti. La lavorazione è agevole in quanto si tratta di un prodotto inodore e che solleva pochissima polvere, In confronto ad altre fibre naturali, i materiali isolanti a base di lana di pecora presentano un punto d’infiammabilità piuttosto elevato. Classe di infiammabilità 2 (normale).

    Infine alcune considerazioni sull’aspetto ecologico e sanitario della lana di pecora
    L’allevamento ovino estensivo contribuisce alla conservazione del paesaggio colturale e culturale. Nelle regioni europee la lana di pecora è un sottoprodotto dell’allevamento di pecore madri e appare opportuno trasformare la lana in eccedenza in un prodotto a lunga durata. Il dispendio di energia per la produzione dei materiali isolanti a base di lana di pecora è in proporzione piuttosto basso. Le condizioni di produzione possono essere giudicate positive, mentre l’uso di pesticidi può creare qualche problema nel caso dei grandi allevamenti per esempio in Nuova Zelanda. La lana di pecora può essere riutilizzata anche se all’occorrenza potrebbe essere necessario rinnovare l’impermeabilizzazione. Alcuni produttori addirittura la ritirano per trasformarla in lana da tamponatura o pannelll isolanti. Il compostaggio e possibile entro poche settimane. A questo scopo deve essere rimossa la griglia a base di poliammide eventualmente presente. I prodotti impregnati con sale di boro non seno adatti al compostaggio, in quanto provocherebbero delle lisciviazoni inammissibili. A differenza delle fibre vegetali la lana di pecora deve essere trattata contro i parassiti, ma una volta montato il materiale non crea alcun problema.

    Di seguito riportiamo le caratteristiche tecniche di pannelli di lana di pecora presenti in commercio.

    DIMENSIONI E CONFEZIONI

    Nome prodotto

    Densità
    kg/mc

    Spessore
    mm

    Pannelli
    cm x cm

    mq
    x pacco

    Pannelli
    x pacco

    mq
    x pallet

    Pacchi
    x pallet

    Applicazione
    consigliata

    NATURTHERM WO 20.50

    20

    50

    120 X 60

    8,64

    12

    69,12

    8

    pareti e solai

    NATURTHERM WO 20.80

    20

    80

    120 X 60

    5,76

    8

    46,08

    8

    pareti e solai

    Su richiesta possono essere realizzati densità e spessori diversi da quelli qui indicati.
    Tutti gli articoli possono essere realizzati in misure e/o confezioni diverse da quelle indicate. E’ possibile produrre anche pannelli ad altezza piano (h. 285-300 cm).
    Tolleranza su massa volumica e spessore ± 10%; tolleranza dimensionale ± 0.5 cm

    CARATTERISTICHE TECNICHE

    COMPOSIZIONE CHIMICA

    85% lana – 15% Poliestere

    COMPORTAMENTO ACUSTICO
    Coefficiente di assorbimento acustico

    UNI EN ISO 20354

    αw =0,8080 kg/m³ 20 mm

    (VALORI CERTIFICATI IN FREQUENZA DISPONIBILI SU RICHIESTA)

    COMPORTAMENTO TERMICO
    Conduttività termica

    UNI 7891

    λ= 0,042 W/mk 20 kg/m³ , 50 mm
    Permeabilità al vapore acqueo

    UNI EN 12086

    δ = 0,23 20 kg/m³ , 50 mm
    Resistenza alla diffusione del vapore acqueo

    UNI EN 12086

    μ = 3,0 20 kg/m³ , 50 mm
    COMPORTAMENTO AL FUOCO
    Potere calorifico inferiore

    EN ISO 1716

    23,45 MJ/Kg

    ANALISI TOSSICOLOGICHE
    Prodotto certificato Oeko Tex standard 100
    RICICLABILITÀ’
    100%
    TEMPERATURA D’ESERCIZIO
    - 40°C+ 80°C