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FRAZIONAMENTO PROPRIETA’
Egregi Signori buongiorno,
ho letto,di recente , l’iter da Voi esplicitato, circa il frazionamento di una proprietà. Tale iter prevede, la comunicazione al Comune , da parte di un tecnico abilitato, del frazionamento, quindi la comunicazione all’Agenzia del territorio, di nuovo il comune ed infine il notaio può redigere l’atto di trasferimento di una quota parte della proprietà.
Sei anni orsono la società da me amministrata ha acquistato un piccolo opificio, con annessa una casa custode. Il venditore, ha provveduto ad effettuare il frazionamento al catasto (attuale Agenzia del Territorio) e successivamente, il notaio ha redatto l’atto, saltando il passaggio per il comune, senza accertarsi che il comune fosse coinvolto in detta operazione. Attualmente si può ovviare all’inconveniente? L’atto è valido? Mi rivolgo alla Vs. competenza navigando in un mare di presunti “competenti”
Cordiali Saluti
Lettera firmata






La situazione non è molto semplice, la procedura corretta prevede che vengano richiesti i permessi al comune di frazionare l’abitazione, dopo di che si fa i lavori e prima della chiusura dei lavori si provvede a registrare al Catasto il frazionamente e si possono chiudere i lavori.
Ora non sono stati richiesti al comune i permessi per il frazionamento, però a quanto mi pare di aver capito le due unità sono già due immobili distinti e separati, ben distinguibili fra loro, non necessitano quindi di opere murarie per la loro divisione, quindi risultavano già come due immobili per il comune.
Molto probabilmente al catasto erano presenti su un’unica planimetria e necessitavano di essere frazionati in maniera tale da poterli vendere separatamente, senza doverlo comunicare al comune.
Spero di essere stato abbastanza esplicativo
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