Energie alternative: le BIOMASSE
Numerosi scienziati quotidianamente sono impegnati nello studio di tecnologie legate all’utilizzo dell’energia per avere prodotti più efficaci, meno costosi e meno inquinanti. A volte però è bene guardare al passato per riscoprire vecchie tecniche che se attualizzate, possono esserci di grande aiuto. Parliamo ad esempio della pirolisi, cioè la carbonizzazione di qualsiasi massa senza ossigeno. Bruciando le biomasse senza ossigeno ad esempio si ricava energia ed un fertilizzante che trattiene CO2 e fa bene alla terra. Per togliere l’aria i carbonai migliaia di anni fa utilizzavano pietre e terra, noi ci prepariamo a impiegare metodi più efficienti e a produrli a scala industriale. Dal carbone vegetale prodotto dalla pirolisi c’è una grande opportunità: la pirolisi produce un gas combustibile, rinnovabile e inesauribile. Per avere un’idea, con la sola potatura degli ulivi pugliesi, si ottengono circa 700 mila tonnellate di biomassa ogni anno. Se aggiungiamo il fatto che il sottoprodotto di questa combustione è un fertilizzante, ci rendiamo conto di quanto bene possiamo fare all’ambiente.







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