ENERGIA IDROELETTRICA

Energia che si ricava dall’energia potenziale e cinetica contenuta nell’acqua. L’energia dell’acqua viene sfruttata esclusivamente per la produzione di energia elettrica (idro-elettrica)L’energia nell’acqua dei fiumi

 

L’acqua che scorre sulle terre emerse ha origine esclusivamente dalla pioggia e dalla neve.
L’acqua, muovendosi per effetto della forza di gravità, cede energia, in particolare in quei tratti chiamati cascate, dove l’acqua compie un salto più o meno alto da una quota ad un altra. Più il salto, ovvero la distanza tra il punto di inizio della caduta e il punto di arrivo, è alto, maggiore è l’energia che l’acqua cadendo sprigiona; quindi più l’acqua si trova in alto rispetto al punto di arrivo e maggiore è l’energia che l’acqua può sviluppare.
L’energia dell’acqua viene così trasformata in energia meccanica attraverso macchine idrauliche poste alla base delle cascate, che a sua volta può essere trasformata in energia elettrica.
Come recuperare l’energia dell’acqua dei fiumi

 

Gli impianti idroelettrici sfruttano l’energia contenuta in una portata di acqua che si trova disponibile ad una certa quota rispetto al livello delle turbine. Pertanto la potenza di un impianto idraulico dipende dal dislivello esistente fra la quota a cui è disponibile la risorsa idrica e il livello a cui la stessa viene restituita dopo il passaggio attraverso la turbina (salto) e la massa d’acqua che fluisce attraverso la macchina espressa per unità di tempo (portata).Tipologie di sistemi idroelettrici

 


Vantaggi dell’energia idroelettrica

  • Impianti a deflusso regolato. Sono impianti a bacino idrico naturale (laghi) o artificiale, Sono gli impianti idroelettrici più diffusi, ma hanno un notevole impatto ambientale, in quanto la capienza del bacino viene aumentata con l’innalzamento di sbarramenti (dighe). Il sistema consiste nel recuperare l’energia derivante dalla caduta dell’acqua dal bacino alla turbina collocata presso la centrale idroelettrica. In genere queste centrali sono superiori ai 10 MW di potenza.
  • Impianti ad accumulo. Questo tipo di impianto consiste in due serbatoi di estremità, collocati a quote differenti. Durante il giorno l’acqua immagazzinata nel serbatoio superiore è usata per la produzione di energia elettrica, mentre di notte l’acqua viene risollevata al serbatoio superiore. La diffusione di questi impianti permette una ritenzione di acqua nel territorio, ed inoltre la possibilità di attenuare i fenomeni alluvionali. Gli impianti idroelettrici a serbatoio o ad accumulo sono attualmente il miglior sistema di accumulo di energia.
  • Impianti ad acqua fluente. Questo tipo di impianti era molto usato all’inizio del secolo scorso per azionare macchine utensili come nelle segherie o nei mulini ad acqua. Il loro impatto ambientale è contenuto e limitato. Non c’è la possibilità di regolare gli afflussi così che le turbine convertono l’energia dell’acqua in energia elettrica in funzione dalla disponibilità del corso d’acqua.
  • Impianti inseriti in condotte idriche. Consistono in turbine collocate prima dell’impianto di trattamento delle acque potabili. Queste turbine l’energia derivante dalla discesa dell’acqua dai serbatoi posti a monte dell’impianto di trattamento.  Questo sistema può essere applicato anche ai canali di bonifica.
  • Micro-idroelettrico. Il micro-idro è un sistema interessante per recuperare energia su piccola scala e comprende impianti inferiori ai 100kW di potenza. Con piccole differenze di quota e portate minime è possibile ottenere energia. I sistemi hanno taglie ridotte e di facile installazione (da 0,2 kW di potenza).Il vantaggio di questi piccolissimi sistemi è la non necessaria autorizzazione al prelievo delle acque e un inesistente impatto ambientale.

 

•    Rinnovabile
•    La produzione di corrente non comporta emissioni di CO2
•    Applicabile in aree isolate purché in presenza di torrenti e fiumi con una portata adeguata
Svantaggi dell’energia idroelettrica

 

•    Alterazione del bilancio idrico naturale
•    Impatto ambientali legati alla costruzione di bacini artificiali, dighe e sbarramenti dell’alveo


This entry was posted on lunedì, febbraio 15th, 2010 and is filed under Architettura sostenibile, ArchitetturaFacile, L'architettura e l'acqua. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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    LANA DI PECORA COME ISOLANTE

    Prendendo spunto dalla richiesta di una nostra lettrice, ecco alcune informazioni in merito all’uso della lana di pecora di pecora come isolante. Sappiamo infatti che in questo periodo è tanta l’attenzione in merito all’uso di materiali in edilizia biocompatibili.

    Partiamo intanto dalla produzione della lana di pecora. La disponibilità a livello mondiale di ovini da lana ammonta a circa 1,2 miliardi di capi. Ogni pecora rende da 2,5 a 5kg di lana all’anno. La lana tosata dall’animale vivente viene lavata con sapone di Marsiglia e soda per rimuovere il grasso di lana in eccesso e le eventuali impurità. La lana può quindi essere trattata con sostanze protettive contro gli attacchi di tarme e coleotteri e antiinfiammabili il procedimento di aghettatura per la formazione del feltro viene operato meccanicamente senza uso di leganti. Alcuni prodotti vengono lavorati su una griglia a base di poliammide o provviste di fibre di supporto.

    Ma come viene applicata la lana di pecora in edilizia? Le lane di pecora vengono proposte sotto forma di feltro isolante, tappetinì, pannelli acustici anti calpestio e lana di tamponatura. La lana non può essere applicata in zone ad alta sollecitazione statica. I tappetini per l’isolamento tra travi portanti e nelle pareti interne ed esterne di costruzioni a montanti in legno come pure per l’isolamento di pareti esterne dietro a tavolato in legno (facciate sospese) e tra i legni di imbottitura nei pavimenti. Il materiale isolante a base di lana di pecora e particolarmente idoneo per le costruzioni in legno in quanto si adegua al suo lavorio ed è in grado di assorbire umidità fino ad un terzo del proprio peso senza perdere praticamente l’azione isolante. I rotoli possono essere forniti in diverse larghezze a seconda della costruzione in cui vanno inseriti, Il taglio può essere operato con un semplice paio di forbici oppure con un’apparecchiatura di taglio speciale fornita dal produttore. Il fissaggio viene operato principalmente a più strati mediante graffette.

    Ma quali sono le caratteristiche e le proprietà della lana di pecora? Ha buone proprietà sia termoisolanti che fonoisolanti( ? =0,04- 0,045W/mK). Il coefficiente di resistenza alla diffusione del vapore acqueo µ è 1-2. Recenti studi hanno dimostrato che la lana di pecora oltre all’umidità dell’aria può assorbire e neutralizzare fino ad un certo grado anche le sostanze nocive presenti nell’aria. La lana di pecora è permeabile al vapore acqueo ed è in grado di resistere all’umidità per breve tempo, però deve essere protetta contro le tarme con un sistema adeguato a rendere le fibre indigeribili per questi insetti. La lavorazione è agevole in quanto si tratta di un prodotto inodore e che solleva pochissima polvere, In confronto ad altre fibre naturali, i materiali isolanti a base di lana di pecora presentano un punto d’infiammabilità piuttosto elevato. Classe di infiammabilità 2 (normale).

    Infine alcune considerazioni sull’aspetto ecologico e sanitario della lana di pecora
    L’allevamento ovino estensivo contribuisce alla conservazione del paesaggio colturale e culturale. Nelle regioni europee la lana di pecora è un sottoprodotto dell’allevamento di pecore madri e appare opportuno trasformare la lana in eccedenza in un prodotto a lunga durata. Il dispendio di energia per la produzione dei materiali isolanti a base di lana di pecora è in proporzione piuttosto basso. Le condizioni di produzione possono essere giudicate positive, mentre l’uso di pesticidi può creare qualche problema nel caso dei grandi allevamenti per esempio in Nuova Zelanda. La lana di pecora può essere riutilizzata anche se all’occorrenza potrebbe essere necessario rinnovare l’impermeabilizzazione. Alcuni produttori addirittura la ritirano per trasformarla in lana da tamponatura o pannelll isolanti. Il compostaggio e possibile entro poche settimane. A questo scopo deve essere rimossa la griglia a base di poliammide eventualmente presente. I prodotti impregnati con sale di boro non seno adatti al compostaggio, in quanto provocherebbero delle lisciviazoni inammissibili. A differenza delle fibre vegetali la lana di pecora deve essere trattata contro i parassiti, ma una volta montato il materiale non crea alcun problema.

    Di seguito riportiamo le caratteristiche tecniche di pannelli di lana di pecora presenti in commercio.

    DIMENSIONI E CONFEZIONI

    Nome prodotto

    Densità
    kg/mc

    Spessore
    mm

    Pannelli
    cm x cm

    mq
    x pacco

    Pannelli
    x pacco

    mq
    x pallet

    Pacchi
    x pallet

    Applicazione
    consigliata

    NATURTHERM WO 20.50

    20

    50

    120 X 60

    8,64

    12

    69,12

    8

    pareti e solai

    NATURTHERM WO 20.80

    20

    80

    120 X 60

    5,76

    8

    46,08

    8

    pareti e solai

    Su richiesta possono essere realizzati densità e spessori diversi da quelli qui indicati.
    Tutti gli articoli possono essere realizzati in misure e/o confezioni diverse da quelle indicate. E’ possibile produrre anche pannelli ad altezza piano (h. 285-300 cm).
    Tolleranza su massa volumica e spessore ± 10%; tolleranza dimensionale ± 0.5 cm

    CARATTERISTICHE TECNICHE

    COMPOSIZIONE CHIMICA

    85% lana – 15% Poliestere

    COMPORTAMENTO ACUSTICO
    Coefficiente di assorbimento acustico

    UNI EN ISO 20354

    αw =0,8080 kg/m³ 20 mm

    (VALORI CERTIFICATI IN FREQUENZA DISPONIBILI SU RICHIESTA)

    COMPORTAMENTO TERMICO
    Conduttività termica

    UNI 7891

    λ= 0,042 W/mk 20 kg/m³ , 50 mm
    Permeabilità al vapore acqueo

    UNI EN 12086

    δ = 0,23 20 kg/m³ , 50 mm
    Resistenza alla diffusione del vapore acqueo

    UNI EN 12086

    μ = 3,0 20 kg/m³ , 50 mm
    COMPORTAMENTO AL FUOCO
    Potere calorifico inferiore

    EN ISO 1716

    23,45 MJ/Kg

    ANALISI TOSSICOLOGICHE
    Prodotto certificato Oeko Tex standard 100
    RICICLABILITÀ’
    100%
    TEMPERATURA D’ESERCIZIO
    - 40°C+ 80°C