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Che cos’è la Kerlite?


Se state ristrutturando e non volete demolire il pavimento esistente, sicuramente sapete cos’è la Kerlite, ma il materiale è nuovo e ancora sconociuto per molti. Si tratta di un pavimento a basso spessore (3mm) che andrebbe a risolvere gran parte delle problematiche legate alla posa di un pavimento su un altro.

La Kerlite nasce dalla combinazione dei materiali base del grès, quali argille, caolini e feldspati, finemente scelti e lavorati con macchine testate per ottenere la giusta pressatura, per l’inserimento dell’elemento decoro ed infine assicurarne la resistenza attraverso il processo della cottura.

Viene prodotta per mezzo di macchinari a calcolo numerico brevettati dalla casa madre Cotto d’Este, che effettuano un continuo controllo di qualità sui prodotti realizzati, scartando automaticamente gli elementi definiti non conformi. Il margine di errore di tali impianti è decisamente basso, ma la soglia critica che definisce una lastra di kerlite non conforme lo è altrettanto.

Non puo’, perciò, capitare che venga messo in commercio uno stock, non corrispondente all’esatta colorazione preventivata, come non puo’ succedere che venga ritenuto valido un taglio, il cui materiale presenti delle crettature nella struttura interna, invisibili a occhio umano, che potrebbe però degenerare in un crash della mattonella stessa.

Dagli impianti escono lastre di un particolare tipo ceramico altamente performante, adatto alle più svariate soluzioni estetiche, adattabili a superfici piatte e concave, sia per gli interni che per gli esterni. I formati sono diversi a seconda delle linee e coprono misure che vanno dal 50×50 o dal 60×40 sino al 100×100.

La gamma di Kerlite Plus è caratterizzata dall’applicazione di una speciale fibra di vetro sul retro che garantisce la resistenza agli urti e la planarietà rispetto al solaio.

Ovviamente per un prodotto del genere non viene sottovalutato l’aspetto estetico. La caratteristica slim della kerlite rimanda all’eleganza di spazi minimali e senza soluzione di continuità. Si predilige uno stile di posa in opera senza fughe, sia per mantenere più facilmente l’aderenza alle superfici, sia per non rompere le geometrie fatte di linee ininterrotte.

Possiamo immaginare di riuscire così ad ottenere un effetto loft all’interno di un classico appartamento, semplicemente tappezzando con la stessa kerlite le varie zone della casa, o un risultato openspace, piastrellando le zone di disimpegno, quali ingressi o intermezzi con le stesse lastre della cucina.

La ristrutturazione non puo’ ancora essere decisa sino a quando non viene valutato l’ultimo, importantissimo elemento: la luce. Ambiente molto chiaro, pareti a piombo bianche? Perché non scegliere un colore di contrasto estremo come un total black illuminato da un perlage vitreo  o un bianco candido ad effetto math . Oppure si possono preferire  le sfumature dei toni di grigio o beige, mantendo la modernità delle superfici piatte ma riuscendo comunque ad ottenere una base adatta anche a pezzi d’arredamento classici.

Se la casa invece è antica e deve essere illuminata, è possibile optare per una soluzione chiara, ma con lastre leggermente venate, che riproducono l’eleganza delle pietre più raffinate al mondo come il marmo o il travertino ad esempio

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