Ridurre le emissioni di C02 nell’atmosfera è uno degli obiettivi del protocollo di Kyoto e l’Unione Europea si sta impegnando notevolmente su questo fronte, poiché gran parte dell’anidride carbonica presente nell’aria deriva proprio dal consumo domestico, principalmente dagli impianti di riscaldamento e, uno dei punti sui quali fare maggiormente leva, sono le abitazioni.
Da tempo ormai vige l’obbligo della certificazione energetica per chi vende un immobile, cioè del documento in cui gli edifici vengono classificati secondo il loro consumo in fatto di combustibili ed energia elettrica e tra i fattori che incidono devono essere considerati gli infissi perché le maggiori dispersioni di calore avvengono proprio in loro corrispondenza.
Porte blindate e finestre non ben sigillate fanno entrare dei gelidi spifferi che costringono a un consumo elevato di gas e/o elettricità per il riscaldamento e per il raffrescamento, inoltre anche i materiali e i vetri hanno una grande importanza da questo punto di vista.
I vetri soprattutto sono considerati un po’ il punto debole delle finestre , perché è proprio attraverso di essi che il calore tende a “passare”, così in inverno contribuiscono ad abbassare la temperatura interna e in estate ad alzarla.
E’ chiaro che puntando al risparmio energetico è imprescindibile la scelta e l’installazione di serramenti e Portoncini che riducano al massimo il passaggio del calore ed ecco perché la legislazione italiana dal 1998 prevede l’obbligo per i produttori d’ infissi la certificazione energetica di porte e finestre dove appaiono alcuni dati che aiutano l’acquirente a capire quanto siano ecologici i loro serramenti.
Il parametro che viene preso in considerazione per redigere la certificazione è quello della trasmittanza termica, cioè il valore medio del flusso di calore che passa da un ambiente più caldo a uno più freddo attraverso un metro quadrato di infisso. Si parla di valore medio in quanto occorre tenere conto della trasmittanza delle parti del telaio e di quella delle superfici in vetro. Si tratta di un calcolo che può essere effettuato con appositi esperimenti in laboratorio o, in modo approssimato, utilizzando un metodo matematico.
La normativa vigente prevede il rispetto dei limiti di trasmittanza termica che sono diversi secondo le zone della nostra penisola. Si sono individuate sei fasce climatiche ben precise, si va dalla zona A in cui sono  ricomprese le aree più calde del nostro paese fino alla zona F delle aree alpine. La suddivisione dei comuni nelle diverse fasce climatiche non dipende però dalla loro posizione geografica,  bensì da un calcolo matematico che tiene conto della media delle temperature registrate nell’arco di un anno.
La legge opera una distinzione tra gli edifici di nuova costruzione e quelli invece sottoposti a semplice ristrutturazione e prevede perciò per ogni zona tre diversi limiti di trasmittanza: uno più basso per la sostituzione dei serramenti, uno medio se si tratta di nuova costruzione di edifici pubblici e uno più alto per la nuova edilizia residenziale.
Chi decide di riqualificare la propria abitazione dal punto di vista energetico procedendo alla sostituzione dei vecchi infissi con altri certificati che rispettino i limiti dei valori di trasmittanza può avvalersi della detrazione fiscale del 55% fino a un massimo di 60.000 euro secondo quanto stabilito dalla finanziaria 2012. Per godere di tale detrazione, che viene effettuata nell’arco di dieci anni con rate di uguale importo, occorre però aver pagato le spese con bonifico bancario.