Riportiamo alcuni chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate in merito ai benefici fiscali per la prima casa. Con la Circolare n. 31/E del 7 giugno 2010, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all’applicabilità delle agevolazioni fiscali per la “prima casa”.

Sono chiarite alcune questioni riguardanti, in particolare, il trattamento fiscale delle pertinenze destinate a servizio di case acquisite senza fruire delle agevolazioni “prima casa”; l’ampliamento di un’abitazione acquisita senza agevolazioni; l’alienazione infraquinquennale dell’immobile agevolato con successivo acquisto dell’abitazione principale.

Con riferimento al primo tema, il quesito è stato posto da un contribuente che intende acquistare da un costruttore un box da destinare a pertinenza dell’abitazione non di lusso nella quale risiede. Tenuto conto che per l’acquisto dell’abitazione non ha fruito delle agevolazioni “prima casa” in quanto all’epoca dell’acquisto (1978), la normativa vigente non contemplava tale previsione, chiede di conoscere se possa fruire di dette agevolazioni per l’acquisto della pertinenza.

L’Agenzia spiega che la normativa di favore prevista per la “prima casa” si applica anche in relazione all’acquisto del bene pertinenziale destinato a servizio di un’abitazione acquisita senza fruire dei suddetti benefici in quanto non ancora previsti dalla normativa vigente al momento del trasferimento.

Il secondo quesito è stato posto da un contribuente che intende acquistare un locale di categoria catastale C/2 (magazzini e locali di deposito) da destinare a pertinenza dell’abitazione principale. Il contribuente precisa di avere acquistato l’abitazione principale allo “stato rustico” e di non aver goduto dei benefici, in quanto, al momento del perfezionamento del contratto (1994) non era riconosciuta l’agevolazione “prima casa” agli immobili non ultimati, soggetti ad imposta di registro. Chiede quindi se per l’acquisto della pertinenza possa fruire delle agevolazioni “prima casa”.

L’Agenzia risponde affermativamente specificando che, mentre il DPR n. 633 del 26 ottobre 1972, recante la disciplina dell’IVA, contempla espressamente le case non di lusso, anche se non ultimate, tra quelle che possono godere del trattamento agevolato (Tabella A, parte seconda, n. 21), la stessa cosa non vale in materia di imposta di registro. L’applicazione dei benefici “prima casa” agli immobili in corso di costruzione è stata, quindi, riconosciuta con la Circolare n. 19/E del 1° marzo 2001. Ai fini del godimento del regime di favore, è però necessario che l’acquirente dichiari nell’atto di acquisto della pertinenza di possedere, al momento del rogito, tutti i requisiti di legge.