ATTESTATO CERTIFICAZIONE ENERGETICA
L’attestato di certificazione energetica è un documento che stabilisce il consumo di energia per il riscaldamento invernale e pone l’edificio in analisi in una classificazione in base al valore del consumo. Il consumo degli edifici dipende da molti fattori: dal tipo di muri e di isolamento, grado di illuminazione, dalle ore di esposizione al sole, dall’ampiezza delle finestre. Nell’attestato possono essere indicati anche possibili interventi migliorativi delle prestazioni energetiche del sistema edificio-impianti. L’obbligo può sembrare un ennesimo passaggio burocratico, ma è sttao introdotto da una normativa europea con scopi precisi, come quelli di:
1) fornire agli acquirenti e ai locatari di immobili un’informazione oggettiva e trasparente delle caratteristiche e delle spese energetiche dell’immobile
2) informare e rendere coscienti i proprietari degli immobili del costo energetico legato alla conduzione della casa in modo da incoraggiare interventi migliorativi dell’efficienza energetica;
Quanto costa e chi può rilasciarla
La certificazione energetica:
Ma se attesta una buona efficienza ha anche un valore aggiunto non trascurabile, perché una casa per cui si possono attestare buoni consumi ha maggiore vendibilità sul mercato. I costi poi possono essere abbattuti drasticamente con certificazioni cumulative: è possibile ad esempio far certificare tutto il condominio. L’attestato di certificazione energetica ha una validità massima di 10 anni a partire dal suo rilascio ed è aggiornato a ogni intervento che modifica la prestazione dell’edificio o dell’impianto in termini di assorbimento di corrente.
C’è l’obbligo, ma non la sanzione
La legge stabilisce che è obbligatoria la dotazione, ma non c’è obbligo di allegare la certificazione al momento del rogito. In tutti i casi il notaio al rogito deve rendere noto alle parti che esiste questo obbligo di dotazione e deve invitarle ad accordarsi su come procedere: la legge non dice che la dotazione debba essere precedente alla compravendita e nemmeno che il certificato debba essere pagato dal venditore. Sono, quindi, validi accordi con cui si preveda che l’acquirente farà fare poi a sue spese la certificazione. E’ però importante, sottolineano i notai, che l’acquirente sia informato del problema prima di entrare in possesso della casa. Il rischio, altrimenti, è che si possa successivamente rivalere sul venditore avviando un’azione civile per danni. Altra cosa che “indebolisce” consiste nel fatto che non sono previste sanzioni: le sanzioni ci sono se l’immobile è venduto dal costruttore, ma non nelle transazioni tra privati.


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