ADEGUAMENTO SISMICO edifici in muratura

L’adeguamento sismico degli edifici in muratura è un tema di grande attualità nel mondo dell’edilizia e, soprattutto dopo il terremoto abruzzese, è al centro di tutti i dibattiti in materia di ristrutturazione edilizia e nuove costruzioni. Vediamo quali sono i principali interventi per intervenire e adeguare alla normativa sismica gli edifici in muratura.
Una buona parte del nostro patrimonio edilizio è composto da edifici con struttura portante in muratura, in particolar modo nei centri storici, comprese tutte quelle belle zone del centro Italia caratterizzate da costruzioni in muratura di elevato pregio architettonico. Purtroppo queste splendide località sono situate in zone a rischio sismico, per cui è importante prestare attenzione alla progettazione delle nuove costruzioni e in particolar modo all’adeguamento sismico di quelle esistenti compatibilmente con i vincoli posti dalla Sovraintendenza per i beni architettonici e culturali.Ecco allora delle buone regole da seguire per una corretta progettazione strutturale di edifici in muratura in zona sismica.
Immaginiamo il sisma come una persona che applica delle spinte orizzontali su una parete.
La muratura deve essere verificata localmente per:
1) pressoflessione nel proprio piano
2) pressoflessione fuori dal piano
3) scorrimento dei piani di taglio

Ecco allora l’elenco delle normative più note per la verifica sismica delle murature in zona sismica:

- verifica secondo il D.M. 20.11.1987 secondo il metodo delle tensioni ammissibili o il metodo semiprobabilistico agli stati limite
- verifica sismica secondo la circolare LL.PP. 30.07.1981 n. 21745 (POR)
- verifica sismica secondo l’Ordinanza n.3431
- verifica dei puntoni diagonali equivalenti, singoli o doppi, secondo la circolare 65 Ministero LL PP del 10/04/1997, allegato 2, punto 2.4.
- verifica sismica secondo le Norme Tecniche per le Costruzioni approvate con il D.M 14/01/2008 al paragrafo 7.8.

Nell’analisi di un edificio in muratura è importante sapere se le pareti sono legate da cordolature in calcestruzzo armato, se i solai sono flessibili (ad esempio in legno) o rigidi (ad esempio in laterocemento). Queste differenze comportano diversi meccanismi di collasso.
Se il solaio è indeformabile e non c’è un cordolo di raccordo con le murature, in caso di sisma potrebbe verificarsi il distaccamento della muratura perimetrale dal solaio.
Se è presente un cordolo, ma il solaio è deformabile, potrebbe invece verificarsi il cedimento del solaio. La struttura assorbe bene le sollecitazioni provocate da un terremoto se la muratura e il solaio sono rigidi alla stessa maniera.

E’ importante pertanto legare le pareti portanti fra loro mediante l’inserimento di cordoli, catene in acciaio e realizzando solai sufficientemente rigidi nel loro piano in modo da ripartire le azioni orizzontali ai muri di controventamento.

Nel restauro dei solai lignei esistenti, si può irrigidire l’orizzontamento di piano con una cappa di calcestruzzo resa collaborante alle travi in legno del solaio mediante appositi connettori metallici. Si ottiene così una struttura mista in legno e calcestruzzo ed uno dei metodi di calcolo più utilizzato per dimensionare questo tipo di struttura è il metodo sperimentale proposto da Turrini-Piazza. L’irrigidimento dei solai lignei si può ottenere anche con sistemi a secco mediante tavolati di legno incrociati fissati con appositi spinotti.

Elenco alcune tipologie di rinforzo delle murature per l’adeguamento sismico e per la cucitura delle fessure in edifici dissestati:

• intonaco armato
• pilastrini in c.a. o acciaio di irrigidimento fissati alla muratura esistente
• iniezioni con miscele la cui scelta deve essere compatibile con i materiali originali che compongono la muratura (meglio usare miscele a base di calce idraulica naturale)
• sostituzione di elementi in muratura danneggiati con nuovi elementi di muratura secondo la tecnica del cuci-scuci.
Per quanto rigurarda le murature moderne, le recenti tecniche costruttive distinguono le seguenti tipologie:

1. muratura semplice o non armata, composta dagli elementi in laterizio legati con malta “bastarda” o cementizia, caratterizzata da una buona resistenza a compressione e una scarsa o nulla resistenza a trazione, con modalità di rottura di tipo fragile.

2. muratura armata, composta da armature orizzontali e verticali inserite nella muratura, in modo da rendere più duttile il meccanismo di collasso, ridurre le fessurazioni ed aumentare la resistenza a flessione nel piano e fuori dal piano. L’armatura può essere concentrata oppure diffusa.
3. muratura intelaiata, realizzata mediante inserimento di cordoli in calcestruzzo armato orizzontali e verticali collegati fra loro e aderenti alla muratura. Questo sistema è simile al caso della muratura armata con armatura concentrata e rende il sistema strutturale più duttile.


This entry was posted on martedì, gennaio 5th, 2010 and is filed under Normativa, Piano Casa Lazio, Ristrutturare, Tecnologia e strutture. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

Leave a Reply

_______________
  • Sogni una casa tutta tua? Da oggi è possibile con MutuiOnline, trovi i migliori tassi sul mercato!
  • MutuiOnline! Trova ora il mutuo migliore! Calcola la rata online.
  • Trova il tuo mutuo ideale!

    Le spese per la ristrutturazione sono troppo alte? Avete bisogno di un prestito? Molte banche stanno offrendo nuove formule di finanziamento e incentivi per i loro clienti che investono in impianti di risparmio energetico. Cercate quali sono le soluzioni migliori per voi. Oggi molte banche danno la posibilità di valutare già da casa, attraverso internet tutte le possibilità offerte. Non dovete fare altro che cercare!

  • regalo3

    I più letti

    I vostri commenti

    Tag

    Articoli recenti

    LANA DI PECORA COME ISOLANTE

    Prendendo spunto dalla richiesta di una nostra lettrice, ecco alcune informazioni in merito all’uso della lana di pecora di pecora come isolante. Sappiamo infatti che in questo periodo è tanta l’attenzione in merito all’uso di materiali in edilizia biocompatibili.

    Partiamo intanto dalla produzione della lana di pecora. La disponibilità a livello mondiale di ovini da lana ammonta a circa 1,2 miliardi di capi. Ogni pecora rende da 2,5 a 5kg di lana all’anno. La lana tosata dall’animale vivente viene lavata con sapone di Marsiglia e soda per rimuovere il grasso di lana in eccesso e le eventuali impurità. La lana può quindi essere trattata con sostanze protettive contro gli attacchi di tarme e coleotteri e antiinfiammabili il procedimento di aghettatura per la formazione del feltro viene operato meccanicamente senza uso di leganti. Alcuni prodotti vengono lavorati su una griglia a base di poliammide o provviste di fibre di supporto.

    Ma come viene applicata la lana di pecora in edilizia? Le lane di pecora vengono proposte sotto forma di feltro isolante, tappetinì, pannelli acustici anti calpestio e lana di tamponatura. La lana non può essere applicata in zone ad alta sollecitazione statica. I tappetini per l’isolamento tra travi portanti e nelle pareti interne ed esterne di costruzioni a montanti in legno come pure per l’isolamento di pareti esterne dietro a tavolato in legno (facciate sospese) e tra i legni di imbottitura nei pavimenti. Il materiale isolante a base di lana di pecora e particolarmente idoneo per le costruzioni in legno in quanto si adegua al suo lavorio ed è in grado di assorbire umidità fino ad un terzo del proprio peso senza perdere praticamente l’azione isolante. I rotoli possono essere forniti in diverse larghezze a seconda della costruzione in cui vanno inseriti, Il taglio può essere operato con un semplice paio di forbici oppure con un’apparecchiatura di taglio speciale fornita dal produttore. Il fissaggio viene operato principalmente a più strati mediante graffette.

    Ma quali sono le caratteristiche e le proprietà della lana di pecora? Ha buone proprietà sia termoisolanti che fonoisolanti( ? =0,04- 0,045W/mK). Il coefficiente di resistenza alla diffusione del vapore acqueo µ è 1-2. Recenti studi hanno dimostrato che la lana di pecora oltre all’umidità dell’aria può assorbire e neutralizzare fino ad un certo grado anche le sostanze nocive presenti nell’aria. La lana di pecora è permeabile al vapore acqueo ed è in grado di resistere all’umidità per breve tempo, però deve essere protetta contro le tarme con un sistema adeguato a rendere le fibre indigeribili per questi insetti. La lavorazione è agevole in quanto si tratta di un prodotto inodore e che solleva pochissima polvere, In confronto ad altre fibre naturali, i materiali isolanti a base di lana di pecora presentano un punto d’infiammabilità piuttosto elevato. Classe di infiammabilità 2 (normale).

    Infine alcune considerazioni sull’aspetto ecologico e sanitario della lana di pecora
    L’allevamento ovino estensivo contribuisce alla conservazione del paesaggio colturale e culturale. Nelle regioni europee la lana di pecora è un sottoprodotto dell’allevamento di pecore madri e appare opportuno trasformare la lana in eccedenza in un prodotto a lunga durata. Il dispendio di energia per la produzione dei materiali isolanti a base di lana di pecora è in proporzione piuttosto basso. Le condizioni di produzione possono essere giudicate positive, mentre l’uso di pesticidi può creare qualche problema nel caso dei grandi allevamenti per esempio in Nuova Zelanda. La lana di pecora può essere riutilizzata anche se all’occorrenza potrebbe essere necessario rinnovare l’impermeabilizzazione. Alcuni produttori addirittura la ritirano per trasformarla in lana da tamponatura o pannelll isolanti. Il compostaggio e possibile entro poche settimane. A questo scopo deve essere rimossa la griglia a base di poliammide eventualmente presente. I prodotti impregnati con sale di boro non seno adatti al compostaggio, in quanto provocherebbero delle lisciviazoni inammissibili. A differenza delle fibre vegetali la lana di pecora deve essere trattata contro i parassiti, ma una volta montato il materiale non crea alcun problema.

    Di seguito riportiamo le caratteristiche tecniche di pannelli di lana di pecora presenti in commercio.

    DIMENSIONI E CONFEZIONI

    Nome prodotto

    Densità
    kg/mc

    Spessore
    mm

    Pannelli
    cm x cm

    mq
    x pacco

    Pannelli
    x pacco

    mq
    x pallet

    Pacchi
    x pallet

    Applicazione
    consigliata

    NATURTHERM WO 20.50

    20

    50

    120 X 60

    8,64

    12

    69,12

    8

    pareti e solai

    NATURTHERM WO 20.80

    20

    80

    120 X 60

    5,76

    8

    46,08

    8

    pareti e solai

    Su richiesta possono essere realizzati densità e spessori diversi da quelli qui indicati.
    Tutti gli articoli possono essere realizzati in misure e/o confezioni diverse da quelle indicate. E’ possibile produrre anche pannelli ad altezza piano (h. 285-300 cm).
    Tolleranza su massa volumica e spessore ± 10%; tolleranza dimensionale ± 0.5 cm

    CARATTERISTICHE TECNICHE

    COMPOSIZIONE CHIMICA

    85% lana – 15% Poliestere

    COMPORTAMENTO ACUSTICO
    Coefficiente di assorbimento acustico

    UNI EN ISO 20354

    αw =0,8080 kg/m³ 20 mm

    (VALORI CERTIFICATI IN FREQUENZA DISPONIBILI SU RICHIESTA)

    COMPORTAMENTO TERMICO
    Conduttività termica

    UNI 7891

    λ= 0,042 W/mk 20 kg/m³ , 50 mm
    Permeabilità al vapore acqueo

    UNI EN 12086

    δ = 0,23 20 kg/m³ , 50 mm
    Resistenza alla diffusione del vapore acqueo

    UNI EN 12086

    μ = 3,0 20 kg/m³ , 50 mm
    COMPORTAMENTO AL FUOCO
    Potere calorifico inferiore

    EN ISO 1716

    23,45 MJ/Kg

    ANALISI TOSSICOLOGICHE
    Prodotto certificato Oeko Tex standard 100
    RICICLABILITÀ’
    100%
    TEMPERATURA D’ESERCIZIO
    - 40°C+ 80°C