ACCATASTAMENTO IMMOBILI FANTASMA

normativa1L’anno sta per finire e sta per scadere in tutta Italia l’accatastamento degli immobili fantasma. A seguito delle disposizioni dell’art. 2, co. 36, del DL 262/2006, l’Agenzia del Territorio in collaborazione con l’Agea, ha individuato con foto aeree sovrapposte alle mappe catastali, oltre due milioni di costruzioni su particelle iscritte al catasto dei terreni, ma non dichiarate al catasto fabbricati. Di queste abitazioni, è stata dichiarata solo una piccola parte, mentr le restanti, la maggior parte, èè stata accertata d’ufficio. Gli elenchi sono visibili sul sito www.agenziaterritorio.gov.it. Si tratta di fabbricati rurali, ma anche costruzioni di tipo civile come box, depositi, tettoie, industriale come capannoni e laboratori e commerciale.
Entro la fine dell’anno viene chiesto ai possessori di denunciare al Catasto una denuncia per la regolarizzazione catastale dell’immobile. Stesso obbligo per chi possiede un immobile che ha subito variazioni di consistenza (ampliamenti, recupero sottotetti, formazione di verande, costruzione di un bagno mancante) o un cambio d’uso delle opere.
Cosa deve fare il proprietario di un immobile non accatastato? Deve presentare una denuncia al Catasto dei Fabbricati entro la fine del 2010 per la regolarizzazione catastale, alla quale dovrà seguire quella fiscale, relativa agli anni pregressi non ancora caditi in prescrizione. Le denunce devono essere commissionate a tecnici professionisti iscritti agli albi degli architetti, ingegneri, geometri, periti agrari, dottori agronomi e agrotecnici. In caso di mancato adempimento l’agenzia provvederà all’accertamento d’ufficio, addebitando al possessore le relative spese e comunicando una sanzione per omessa denuncia. Eseguito l’accatastamento, volontario o d’ufficio, una copiua della denuncia sarà trasmessa ai comuni di appartenenza, per i controlli di conformità urbanistica-edilizia.
Dopo l’accatastamento si deve effettuare la regolarizzazione fiscale (imposte dirette e ICI). nel caso di fabbricati fantasma, l’efficiacia della rendita decorre dal 1°gennaio dell’anno successivo a quello di ultimazione del fabbricato o, in mancanza, dal 1° gennaio dell’anno di pubblicazione degli elenchi sulla Gazzetta ufficiale per il Comune di appartenenza. Se si tratta di variazioni per mutazioni dello stato delle unità immobiliari censite, l’efficacia sulla rendita risale alla data di effettiva ultimazione delle opere.
La regolarizzazione deve essere fatta ricorrendo al ravvedimento operoso che consente notevoli risparmi nell’applicazione delle sanzioni, evitando l’accertamento sugli enti creditori. Sul fronte urbanistico, l’adempimento va richiesto ai possessori di fabbricati fantasma, mediante incarico a uno dei tecnici citati, con la presentazione al Comune di un progetto edilizio in sanatoria, versando le sanzioni previste dall’art.37 del DPR380/2001, a condizione che la destinazione urbanistica sia compatibile con quanto eseguito.
Nel caso di unità immobiliari già censite, ristrutturate con modifiche che hanno inciso sulla consistenza o sul cambio d’uso, si può presentare  una SCIA – Segnalazione Certificata Inizio Attività – in sanatoria, versando le sanzione che viene applicata al minimo.
In tutti i casi di manufatti costruiti in zone non compatibili o soggette a vincoli ambientali, i comuni potranno procedere con denuncia al magistrato e arrivare fino all’ingiunzione di demolizione e al carcere per il proprietario dell’immobile.

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